10 consigli per rendere le tue email più umane

6 minuti   Copywriting

Riccardo Belleggia Copywriter

By Riccardo Belleggia

10 consigli per rendere le tue email più umane

Di cosa parleremo oggi

Potrei iniziare con una battutona cringe sui robot.
Potrei iniziare con una ragionevole premessa ai 10 consigli per rendere le tue email più umane.
Potrei iniziare con una supercazzola un po’ verbosa su come il turbocapitalismo abbia come inevitabile conseguenza il prosciugamento emotivo della classe operaia e quindi la produzione in serie di pessimo copywriting.

Ma non lo farò.

No, perché voglio fare uno strappo alla regola (un bot non si permetterebbe mai) e far emergere già da questa intro uno, anzi due, anzi tre, forse quattro modi per rendere le tue email più umane.

Continua la lettura per capire di cosa parlo. Forse.

Premessa

Sicuramente non è l’esempio perfetto, ma puoi già individuare nelle poche righe della intro alcuni elementi tipici della scrittura di noi essere umani.

Li ritroverai tutti elencati e dettagliati più avanti nell’articolo, intanto sappi che quella che stai leggendo non è una semplice premessa.

Voglio infatti condividere subito un punto un po’ vago, ma molto importante, per scrivere email più umane. Anzi, indiscutibilmente umane.

1.Sorprendi

Cerca di non essere troppo prevedibile. Gioca con le regole, con le parole, con gli insight.

Quando qualcosa è scritto solo per un motore di ricerca, per compiacere un manager o per accrescere il proprio ego, si vede lontano un miglio. È fastidiosamente prevedibile.

Se poi è anche scritto male, addio umanità. Benvenuto Emiglio (guarda il video qui).

Quando immagini o scrivi una mail per il tuo email marketing (leggi l’articolo qui) devi ricordarti che di automatizzato c’è solo l’invio.

Dietro lo schermo (e dietro la tastiera) c’è sempre una persona. E spesso questa persona ha fretta, non ha voglia di leggere e magari vuole solo risparmiare il 20% sui nuovi arrivi.

Cerca un angolo imprevisto, metti un plot twist prima della cta, tieni alta la soglia di attenzione partendo da un insight inaspettato.

Se la ceatività non è il tuo forte non disperare, con i prossimi 9 consigli su come rendere le tue mail più umane potrai scrivere flussi che venderanno fortissimo (trovi un articolo dedicato qui) senza mai dover interrogare la tua intelligenza emotiva!

Ecco. Apro una parentesi.

Questo era un ottimo esempio di come scrivere un passaggio molto umano, ma nel modo sbagliato.

È ovvio: evita il sarcasmo e altri angoli che sono sì molto umani, ma possono risultare problematici.

Se lo hai colto comunque vuol dire che non sei un robot (il sarcasmo è il captcha dei copywriter). Se invece sei un robot, continua la lettura e impara subito come rendere le tue email più umane in pochi semplici passaggi.

Parla come magni fra

Per scrivere una email più umana devi usare poche parole. Meglio se semplici. Meglio se complici. Ancora meglio se familiari.

Generalizzo un po’, ma per rendere le tue mail più umane immagina di avere davanti lo Chef Rubio dei copy.

Cosa apprezzerà della tua mail? L’ambiente Art Dèco? L’impiattamento post moderno?

No. Genuinità. Sincerità. Immediatezza.

Chef Rubio vuole sentire il carattere di chi ha cucinato, e vuole sentirlo subito.

In poche parole, devi usare poche parole. Meglio se semplici. Meglio se complici. Ancora meglio se familiari.

Utilizza parole colorite e “in trend”, ma evita a tutti i costi quelle ormai abusate, svuotate di ogni significato, e quelle altisonanti che piacciono tanto ai manager ma che ormai hanno perso ogni contatto con la realtà.

Utilizza espressioni che il tuo target conosce e mastica quotidianamente.

Chef Rubio in fondo ci insegna che i copy troppo elaborati risultano scotti (overcooked, come direbbero quelli bravi). Quelli troppo informali non sanno di niente. Quelli spocchiosi sono indigesti, e quelli molto lunghi ammuffiscono in fretta.

Insomma, parla come mangia il tuo target.

E se il tuo sogno è diventare uno chef o una chef stellata, parla come mangiano i tuoi diversi segmenti di target (leggi qui per approfondire).

Rispettando sempre e comunque il tone of voice del brand.

Ecco quindi due buoni consigli per rendere le tue email più umane:

2. Usa un vocabolario familiare, sincero e conosciuto dal target;

3. Evita complessità inutili, eccessiva formalità e parole vuote.

Datti una regolata

Trasmetti il tuo entusiasmo ed esprimi il tuo lato divertente, ma fallo con naturalezza.

Punti esclamativi. Emoji. Ironia. Ma anche citazioni e pensieri tra parentesi sono ottimi elementi per rendere la tua mail più umana. Ma possono anche farla diventare eccessiva.

È un po’ come giocare col fuoco.

Se l’ironia è forzata, se ci sono troppi punti esclamativi e più emoji che consonanti, la mail risulta artificiosa.

Magari anche fastidiosa.

Trasmetti il tuo entusiasmo ed esprimi il tuo lato divertente, ma fallo con naturalezza.

Fai una battuta. Metti un punto esclamativo. Aggiungi un retropensiero tra parentesi. Sottolinea un’emozione con una bella emoji. Renderanno sicuramente la tua mail più umana.

Ma datti una regolata, perché nella vita come nell’email marketing, il troppo stroppia.

Senza dilungarsi troppo dunque, ecco i due consigli di questo sintetico paragrafo:

4. Utilizza emoji, punti esclamativi, citazioni e parentesi, ma con moderazione;

5. Non forzare l’ironia

A chi la vuoi raccontare?

Scrivi per spiegare le ragioni alla base di una decisione, per ringraziare di un acquisto particolare, per avanzare una piccola richiesta o per raccontare un aneddoto legato al brand o al prodotto.

Probabilmente sbaglio, ma ho la sensazione che ormai buona parte dei clienti sa perfettamente che le email sono automatizzate.

Ma è un problema? No, è una possibilità. Uno stimolo.
Uno stimolo a cogliere tutte le occasioni che hai per raccontare aneddoti e storie (elemento tipicamente umano) e per scrivere email in prima persona.

E se queste possibilità scarseggiano, creane di nuove.

Scrivi per spiegare le ragioni alla base di una decisione, per ringraziare di un acquisto particolare, per avanzare una piccola richiesta o per raccontare un aneddoto legato al brand o al prodotto.

E fallo in prima persona, dando un nome e un ruolo al sender.

In fondo quale migliore occasione per rendere le tue email più umane di quelle dove a scrivere è “veramente” una persona vera?

Scrivere in prima persona è fondamentale in fase di nurturing ad esempio, ed è uno strumento prezioso anche per scaldare flussi e newsletter.

Ma non è l’unica arma a tua disposizione.

Un altro strumento nel tuo arsenale di umanità è la personalizzazione.

Raccontare storie o scrivere in prima persona non è sempre possibile e non è sempre la scelta migliore.

Personalizzare le tue email sì.

Ancora oggi infatti – e probabilmente per sempre – personalizzare le email “standard” con il nome del cliente o del prodotto (sia nella subject che nel corpo mail) lubrifica le performance e aiuta la tua scrittura a sembrare più umana.

Un’ultima cosa, forse la più importante: quando racconti qualcosa o personalizzi una mail, rispetta sempre l’intelligenza del tuo cliente.

Non raccontare baggianate e chiediti se la mail sarà efficace anche per la parte più digitalmente acculturata del tuo pubblico.

È un bene che le tue email (e il tuo brand) abbiano una personalità, ma non deve essere quella del furbetto di quartiere.

Per scrivere email più umane racconta le tue storie, ma senza raccontare storie.

Ora, da questo paragrafo un po’ lunghetto possiamo distillare altri 4 buoni consigli:

6. Cogli tutte le occasioni che hai per scrivere in prima persona;

7. Racconta aneddoti e storie personali;

8. Personalizza, personalizza, personalizza;

9. Rispetta l’intelligenza del tuo target.

È una conversazione, non una guerra

Adatta la tua scrittura a un ritmo più conversazionale.
Adatta i tuoi contenuti a un ambiente più personale.
Adatta il tuo tono di voce a una relazione diretta.

Questo non è un vero e proprio consiglio.

Diciamo che è un invito, magari uno spunto di riflessione.

A differenza della pubblicità tradizionale e della maggior parte delle FB ads, le email sono (anche) uno strumento conversazionale.

Un po’ – ma neanche troppo – come il loro fratello dichiaratamente robotico: il chatbot (leggi qui).
Come tutti gli strumenti di direct marketing, le email devono spingere il cliente a compiere un’azione, modificando il suo comportamento.

Ma le email non sono un annuncio pubblicitario (leggi qui).

E non sono neanche un bot.

Dobbiamo cogliere le differenze di questo medium, accoglierle, e valorizzarle.

Non stai scrivendo un copy per un outdoor o per una rivista, e neanche per una story sponsorizzata.

Stai scrivendo una mail.

E il tuo target non è un bersaglio di guerra, anche se la parola lo suggerisce.

Il tuo target sono delle persone che hanno già dimostrato interesse verso il tuo brand o prodotto e con cui vuoi iniziare una conversazione, o instaurare un qualche tipo di rapporto, specialmente nei flussi base.

La subject line ti aiuterà a catturare la loro attenzione, poi il registro può (e sottolineo può) anche cambiare.

Adatta la tua scrittura a un ritmo più conversazionale.
Adatta i tuoi contenuti a un ambiente più personale.
Adatta il tuo tono di voce a una relazione diretta.

L’ultimo consiglio parla quindi di intelligenza emotiva, e del fatto che una conversazione orientata alla vendita non deve necessariamente essere superficiale:

10. Utilizza contenuti, registro e tono di voce più conversazionali

Non usare sempre gli stessi ingredienti però, altrimenti il tuo email marketing diventa stucchevole.

E Chef Rubio cambia osteria.

Recap: rendi le tue email più umane in 10 passaggi

Recap: rendi le tue email più umane in 10 passaggi

Per amor di sintesi e del ranking nei motori di ricerca, vediamo un’ultima volta tutti insieme appassionatamente i 10 consigli per rendere le tue email più umane.

  1. Sorprendi, non essere sempre prevedibile;
  2. Usa un vocabolario familiare, sincero e conosciuto dal target;
  3. Evita complessità inutili, eccessiva formalità e parole vuote;
  4. Utilizza emoji, punti esclamativi, citazioni e parentesi, ma con moderazione;
  5. Non forzare l’ironia;
  6. Cogli tutte le occasioni che hai per scrivere in prima persona e dare un nome al sender;
  7. Racconta aneddoti e storie personali;
  8. Personalizza, personalizza, personalizza;
  9. Rispetta l’intelligenza del tuo target;
  10. Utilizza contenuti, registro e tono di voce più conversazionali.

Questo è quanto, almeno per ora.

Alla prossima,
Riccardo

Riccardo Belleggia Copywriter

Scritto da:
Riccardo Belleggia

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