
7 errori da non fare nelle tue creative per performance
Di cosa parleremo oggi
Il web è pieno di articoli che dicono cosa fare per migliorare le tue creative, ma nessuno ti dice cosa NON fare per evitare di complicarci la vita o di utilizzare male il nostro tempo.
Quindi sto per leggermi una non-to-do list? Sì, esatto.
Porsi dei limiti o comunque sapere cosa non fare, spesso ci può aiutare a sfruttare al massimo le nostre capacità creative ed organizzative.
Affidarti solo al tuo gusto personale
Non nascondiamoci dietro ad un dito: io in primis sono stato un creator e so benissimo quanto l’ego ed il pensare che le proprie idee siano le migliori siano un grande drago da sconfiggere.
Però siamo nel 2025. I tool per la ricerca di creatività online sono tantissimi, da Foreplay alla ads library di Meta, osservare come il mercato si sta muovendo è diventata una mossa fondamentale da fare per creare le creative giuste.
Perciò si, ragiona con la tua testa e non limitare la tua creatività, ma apri anche i tuoi orizzonti e studia in modo proattivo il mercato!
Negli anni ho visto tantissime creative belle non performare per il semplice fatto che erano tutto estetica e poco studio. E sì, ho visto pure delle creative brutte o semplicissime, ma perfette per il target funzionare da Dio.
Pensare “mono formato”
Quante volte ti è capitato, non solo per i business local, di vedere la stessa identica creative nel feed di Facebook, di Instagram, nelle stories e magari pure nei reel?
Ecco, questo è un errore da non fare assolutamente per due motivi:
- L’esperienza utente tra feed, storie e reel è totalmente diversa. I contenuti all’interno di questi tre posizionamenti hanno origini e nature differenti, perciò devono essere strutturati pensando al contesto in cui verranno visualizzati dall’utente finale.
- Meta stesso suggerisce, nella creazione dell’ad, di personalizzare i singoli contenuti per far sì che performino al meglio.
Perciò ragioniamo sul formato e andiamo a creare:
- Video/statiche in 4:5, con le safezone dell’1:1, per il feed.
- Video brevi e dinamici, in 9:16, per le storie.
- Video che catturano l’attenzione per i reel.
E se invece abbiamo una sola creative da usare?
Ragionaci bene e struttura il testo utilizzando la giusta gerarchia, tra 4:5 e 9:16 lo spazio è molto diverso perciò sfruttalo al massimo per far sì che l’utente non veda una cosa mal ridimensionata.
Ah, e se te lo stai chiedendo: NO, NON BASTA USARE IL RIDIMENSIONAMENTO DI CANVA!
Ignorare la scalabilità
Stai lavorando per un’agenzia di Performance Marketing? Bene, se ignori la scalabilità delle creative c’è un GRANDE problema.
Sia a livello di chi ti commissiona le cose, sia da parte tua. La creative perfetta è quella che, quando funziona, può essere replicata in “x” varianti in poco tempo e con un effort adatto.
Sia che si parli di statiche che di video, non limitiamoci a pensare che l’idea giusta sia quella e che debba funzionare. Per il semplice fatto che, se poi funziona davvero, dovremo scalarla a livello produttivo.
Perciò pensiamo sempre a dei contenuti che, già in origine, siano strutturati per essere smontati e rimontati a piacimento creando un numero di varianti superiore a 3.
Lo so, all’inizio non è facile, ma se lo farai ti troverai a lavorare meno e meglio nei momenti più complessi dell’anno. Tipo nell’amatissimo Q4.
Pensare che l’AI sia la soluzione
“Vabbè ma con l’AI ormai faccio tutto, dallo script al contenuto”. No!
L’AI, qualsiasi essa sia, è il nostro miglior alleato, ma non è la soluzione.
Chatgpt può aiutarci nella redazione degli script per i creator, midjourney nel creare le immagini, captions nell’utilizzare creator AI o nell’editing, ma nessuno di questi tool è realmente la soluzione alle nostre necessità.
Ricordiamoci sempre che, se vogliamo creare qualcosa che davvero performi, il nostro apporto è fondamentale.
Rivediamo gli script, sistemiamo i prompt, ma soprattutto inseriamo il lavoro dell’AI nell’ecosistema che abbiamo creato seguendo anche i punti precedenti.
Il risultato sennò è quello che già vediamo ora: creative tutte uguali con le canzoni fatte da Suno e persone con 6 dita e la pelle del peggior filtro Instagram.
La tecnologia ci ha permesso di avere un alleato incredibile, non sprechiamo l’opportunità e lavoriamoci fianco a fianco.
Fare tanto invece che fare bene
Spesso in consulenza mi trovo davanti a situazioni tipo:
- “Ho fatto queste 10 varianti di creative per testare 10 pubblici differenti”
- “Ok, ma quanto budget hai?”
- “15€ al giorno”
Ecco, questo è aver utilizzato male il proprio tempo.
Sia a livello strategico (con 1,50€/creative come pensi di poter testare?) sia a livello di produzione creativa.
Se il tempo utilizzato per fare 10 creative diverse l’avessi utilizzato per farne 3, scalabili, ben studiate e ben strutturate, di sicuro avresti ottenuto un risultato migliore e più sensato. O banalmente, avresti avuto più tempo libero per studiare o che ne so… vivere!
Non insistiamo con l’idea che se porto 20 creative ad un advertiser lui sarà più contento, perché in realtà sarà solo più in difficoltà nel doverle testare tutte o nel dover scegliere lui cosa testare.
Fare meno e farlo meglio è una cosa importantissima. Nella produzione di creative, come nella vita.
Dare troppa importanza al tool
Si, parlo proprio a te, tu che dici “AH MA IO CANVA NON LO USO, USO SOLO ADOBE”.
Stai sbagliando, esattamente come sbaglia chi dice l’opposto tuo.
Il tool è esattamente ciò che significa la parola: uno strumento. Perciò che tu utilizzi una motosega o una ascia, se mi tagli comunque la legna e lo fai bene, a me cambia zero.
L’importante è che tu lo faccia nel miglior tempo possibile (miglior, non minor) e che poi tu possa fare tutto ciò che ci siamo detti sopra.
Usare Canva per creare un logo è facile, ma poi metterci le mani è complesso. Usare Illustrator è complesso, ma rende la modifica molto più facile. Usare Photoshop per fare una creative statica è molto macchinoso e poco scalabile, ma pure usare Canva per fare un video è ciò che più ci avvicina agli insulti del calendario.
Io nasco come videomaker e ancora oggi, a 20 anni dall’inizio della mia carriera, mi trovo a combattere con chi sostiene che quel software sia meglio dell’altro o che una determinata macchinetta sia meglio dell’altra.
La realtà è solo una: il tool migliore è quello con cui lavori meglio tu per l’obiettivo che devi raggiungere.
Sederti sugli allori
“Ho fatto una creative che performa bene, il cliente è contento, ora posso stare tranquillo per un po’!”. NO!
Nel mondo attuale, fermarsi e poi dover ripartire è un errore che molti commettono e che spesso porta a perdere delle opportunità.
La scelta giusta è quella di essere soddisfatti del lavoro fatto, ma costantemente cercare di migliorarlo o di trovare alternative da testare. Questo perché l’esperienza mi insegna che, dopo un po’, ciò che funziona benissimo potrebbe improvvisamente non funzionare per nulla. Quindi se abbiamo già pensato a delle alternative possiamo testarle, sennò perderemo tempo e giorni per strutturare qualcosa di nuovo.
E parliamoci chiaro: se lavori con clienti che spendono 10€ al giorno, una giornata in più non incide drasticamente, ma se ne spendono 100, 200, 500…
Perciò cerchiamo sempre di essere soddisfatti del nostro lavoro, ma di non volare mai troppo vicino al sole, che la fine di Icaro è dietro l’angolo.
Conclusioni
“Ma quindi, Gabri, se non commetto questi errori diventerò un top creativo?” Magari!
Però sono sicuro che se li stai commettendo dopo potrai lavorare meno e meglio rispetto ad ora.
E se vuoi imparare altro basta che apri la sezione creative del nostro blog!











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