UGC: cosa sono e perché il tuo ecommerce ne ha bisogno

4 minuti   Creatività

By Gabriele Agostinis

UGC: cosa sono e perché il tuo ecommerce ne ha bisogno

Di cosa parleremo oggi

Nel 2022 se fai Performance Marketing c’è un tipo di content che non puoi non sfruttare: gli UGC.

Riuscire ad averne di nativi non è facile, raccoglierli richiede delle strategie apposite, però se utilizzati nel modo corretto possono essere una vera miniera d’oro.

Parliamo quindi di cosa sono e come mai li reputo così importanti.

UGC: Cosa sono?

Gli User Generated Content sono quel tipo di contenuto che, come si può dedurre dal nome, viene generato direttamente dall’utente finale.

Dalla semplice e genuina testimonianza al più elaborato contenuto che spiega il prodotto nel dettaglio, questa tipologia di contenuto nasce appositamente per dare voce agli utenti.

Chiaramente non tutto ciò che vediamo nasce realmente dagli utenti, spesso viene generato ad-hoc da dei content creator o da degli influencer.

Ma cerchiamo ora di capire perché questo contenuto è così utile!

Perché sono così utili gli UGC?

Quante volte vi è capitato di scrollare la vostra home o le vostre stories ed imbattervi in un contenuto che all’apparenza pare un estratto di quotidianità ma che è invece un’ADV?

Tante, immagino.

Questo è infatti uno dei motivi per cui questa tipologia di contenuto funziona così bene!

Il fatto che si mimetizzi bene all’interno dei contenuti che solitamente vediamo, permette agli UGC di essere “digeriti” meglio da parte degli utenti, che non li skipperanno subito, permettendoci quindi di poter comunicare fin da subito con loro.

Statisticamente infatti, se si supera la barriera dei primi secondi, il nostro contenuto verrà con molta probabilità guardato più a lungo.

Un altro aspetto molto importante è quello della Social Proof, la riprova sociale.

Il fatto che un utente, apparentemente come me, stia parlando positivamente del prodotto in questione, aumenta la percezione positiva di quelle informazioni.

Se ci pensi è come quando un amico ti consiglia un prodotto e tu, perché te l’ha consigliato una persona a te simile, inizi a valutarne molto più seriamente l’acquisto.

Ecco quindi che utilizzare questo contenuto, che sia nativo o generato ad hoc, ci permette di dare un volto più umano e vicino al nostro utente.

Se andiamo ad utilizzare poi UGC riguardanti recensioni dei nostri prodotti, potremo sfruttare i contenuti per dare questo tipo di informazioni in modo molto più credibile e informale rispetto al classico content grafico.

Come farli?

Escludendo i casi in cui il prodotto che vendiamo sia un prodotto virale e che quindi generi di per sé una marea di contenuti nelle varie piattaforme, creare degli UGC non è una cosa così scontata come può sembrare.

Partiamo innanzitutto dal come reperirli: la strategia più diffusa, in assenza di contenuti organicamente prodotti dagli utenti, è quella di farsi generare questo contenuto dai content creators o meglio ancora, dai content generators.

Queste figure professionali creano da 0 la vostra UGC, impersonando l’utente tipo e creando un discorso che lo tenga incollato allo schermo.

A volte vengono sfruttate anche delle collaborazioni con degli influencer, che quindi parleranno direttamente al loro pubblico ed aumenteranno la percezione positiva del vostro prodotto (se scegliete i testimonial giusti).

Si ok, tutto bello Gabri, ma in poche parole cosa devono dire?

Ecco, partiamo proprio dal “in poche parole”.

Un elemento chiave degli UGC ben performanti è l’utilizzo di poche parole, nessuno a freddo starebbe mai ad ascoltare una persona logorroica che parla di un prodotto.

L’UGC che funziona è quello chiaro, veloce ed efficace.

Deve parlare del prodotto, evidenziare il problema che esso risolve dandone possibilmente una prova immediata.

Tra chi parla e chi vede il contenuto deve crearsi una sorta di intimità e fiducia, così da far passare tutte le informazioni come importanti.

Il Tone Of Voice dev’essere adattato in base all’utente, dal più energico per prodotti sportivi al più dolce e gentile per prodotti beauty.

Insomma, come vi ho scritto sopra, immaginate di dover raccontare del vostro prodotto ad un amico che sapete essere in target: cosa fareste? cosa direste?

Nel caso in cui invece voleste raccogliere i contenuti direttamente dalla vostra community, abbiamo creato una strategia che ci ha dato risultati incredibili.

Servono davvero gli UGC?

Chiaro, sennò non avrei perso ore a scrivere questo articolo.

Scherzi a parte, oltre ai dati che arrivano da oltreoceano, che parlano di un’esplosione di questi contenuti e delle figure di content generator, i dati dei nostri test sono molto positivi.

Spesso questo tipo di contenuto ci sta portando ad ottimizzare i risultati delle ads sia lato interazione che conversione.

Sono utili anche a livello di percezione del brand, perché renderanno ads viste dai nostri utenti molto più “umane” e vicine all’utente.

Combinare gli UGC alle creative performance-oriented, ci permetterà di colpire i nostri utenti con diversi angle di ingresso, permettendoci di comunicare al meglio con loro.

Conclusioni finali

Il mondo del performarce marketing ci porterà sempre più alla necessità di creare tanti contenuti e variare sempre più la tipologia degli stessi.

Crearsi già una base solida di UGC ci permetterà di poter sfruttare al massimo le nostre campagne e di tenere viva la nostra community, aspetto molto importante per aumentare la nostra brand awareness.

Scritto da:
Gabriele Agostinis

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