Leadership nell’era digitale: rischi e opportunità per migliorare le nostre competenze

6 minuti   Digital Strategy

By Nicola Zuliani

Leadership nell’era digitale: rischi e opportunità per migliorare le nostre competenze

Di cosa parleremo oggi

Se essere un manager è sempre difficile, esserlo in questa giungla digitale lo è ancora di più.

Lo scopo di questo articolo è quello di ragionare su quali siano i motivi che rendono questa professione complessa, e quali siano quindi oggi le competenze che un manager dovrebbe avere per guidare un’azienda, concentrandoci sulle nuove sfide offerte da un ambiente dominato dall’informatica.

Più volte mi sono trovato a paragonare questo ambiente ad una giungla e ad un viaggio attraverso di essa. A mio avviso rende bene l’idea del nostro percorso, che è affascinante ma è anche misterioso e se non lo si conosce bene, può presentare alcune minacce.

Innanzitutto è necessaria un’importante premessa: essere manager significa gestire attività e persone: ci concentreremo soprattutto sulle prime, facendo un accenno sulle seconde (che da sole meriterebbero un articolo a parte).

Veniamo quindi alla promessa dell’articolo, cominciando con l’analizzare quali siano gli ambiti. Io adoro le liste, e le userò per orientarci più facilmente. Un altro strumento del quale ci equipaggeremo sono i dati di varie fonti attendibili (osservatori e istituti di ricerca).

Quali ambiti delle nostre aziende sono stati toccati dal digitale?

Beh, è semplice: praticamente tutti.
Questo potrebbe mettere già fine al nostro percorso, ma non servirebbe a niente se ci fermassimo qua.

Ecco un elenco dei vari ambiti, per ciascuno sono presenti degli esempi concreti:

  • Marketing e ecommerce.
  • Comunicazione e gestione dei progetti.
  • Processi interni e analisi dei dati.
  • Infrastruttura e sicurezza.

Se ti annoia questo elenco (magari non sei un appassionato delle liste come il sottoscritto), puoi passare direttamente al paragrafo successivo in cui ci sono i rischi e le opportunità, e infine le conclusioni.

Marketing e vendite nel digitale

Nel 2023 l’80% delle aziende con più di 10 dipendenti ha un sito web e il 15% ha un ecommerce (fonte: ISTAT) e gli investimenti in digital advertising a fine 2022 hanno raggiunto i 4,5 miliardi di euro, crescendo del 4% rispetto all’anno precedente (fonte: Politecnico di Milano).
In poche parole: se non stai investendo in digital advertising, sappi che i tuoi competitor lo stanno facendo.

Investimenti sicuramente importanti che devono essere fatti con consapevolezza per capire se sono efficaci, o se possono essere ottimizzati.

Per approfondire l’argomento e capire quali sono gli indici principali per valutare la salute del proprio ecommerce, nel nostro blog è presente un articolo di approfondimento.

Parlando di social media, non possiamo sottovalutare la gestione di eventuali crisi reputazionali, che possono sollevarsi in seguito ad un contenuto pubblicato da noi o dalla nostra agenzia di comunicazione  di fiducia.

Se non stai investendo in digital advertising, sappi che i tuoi competitor lo stanno facendo.

Comunicazione e gestione dei progetti

Tutti i giorni comunichiamo con colleghi, fornitori o clienti con sistemi di messaggistica del mondo digitale come Zoom, Teams, Google Meet o WhatsApp.
Per quanto riguarda la gestione dei progetti, in Loop usiamo efficacemente Basecamp, che è molto semplice da imparare.
Sono diventati software ancora più importanti dalle necessità pandemiche: nel 2022 più del 43% delle imprese ha utilizzato una modalità di lavoro “agili”, che tra l’altro vengono spesso vengono confuse con il più ampio “lavoro da remoto” (fonte: Confindustria).

La curva di apprendimento è sicuramente bassa in questo caso, ma non ci facciamo mancare delle domande neanche in questo settore: a livello di sicurezza, è tutto ok?
Spesso sono strumenti gratuiti, sui quali è difficile avere garanzie di affidabilità.
Siamo pronti ad un eventuale down su sistemi così importanti per il quotidiano?

Esistono però altri software (Slack, Asana ecc.) che possono essere un po’ più complessi e che richiedono quindi una maggior elasticità mentale o una formazione dedicata. Oltre al fatto che in particolare per quanto riguarda la connessione video, si richiede sia in azienda che a casa, una connessione stabile e a banda larga.

Sempre nell’indagine di Confindustria citata all’inizio del paragrafo, risulta che il 30% circa delle imprese ha riscontrati problemi legati al lavoro da remoto, in particolare a causa di due problemi: comunicazione tra il personale (59,1% delle imprese rispondenti), e minor senso di appartenenza da parte di chi usufruisce di tale modalità di lavoro (33,7%).
Oltre ad un problema tecnico, c’è quindi il rischio dato dal fatto di rinunciare alla presenza fisica con i colleghi. D’altra parte molti dipendenti apprezzano la comodità di lavorare da casa grazie al digitale.
E quindi? Vedremo nelle conclusioni alcuni spunti.

Comunicazione e gestione dei progetti: a livello di sicurezza, è tutto ok?

Processi interni e analisi dei dati

I gestionali si occupano di gestione della contabilità, gestione clienti (CRM), ordini e vendite, pianificazione delle risorse, monitoraggio degli impianti, formazione del personale…
Se poi abbiamo un magazzino, le cose diventano ancora più complesse.

Quasi sempre il gestionale deve essere personalizzato secondo le necessità, spesso integrandolo anche ad altri software o macchinari presenti in azienda.

E’ uno strumento fondamentale, che necessita di costi notevoli e che per questo ci lega ad una determinata scelta tecnologica e ad un suo fornitore.
E se i costi delle correzioni di bug, o di personalizzazioni, diventassero insostenibili? O addirittura non ci fosse più nessuno che possa occuparsi della manutenzione?

I dati raccolti possono rappresentare un’opportunità, un tesoretto che le aziende non sanno di poter utilizzare per: aumentare le vendite, ottimizzare i costi, prevedere l’andamento futuro o altro che l’intelligenza artificiale oggi può offrire ad un costo molto minore rispetto al passato.
Meno del 10% delle aziende investe o sta pianificando di investire nelle tecnologie emergenti, come l’Intelligenza Artificiale (7%) e la Blockchain/NFT (2,8%), nonostante i tassi di crescita anno su anno di queste tecnologie siano molto alte (fonte: Assintel).

Meno del 10% delle aziende investe o sta pianificando di investire nelle tecnologie emergenti, come l’Intelligenza Artificiale (7%) e la Blockchain/NFT (2,8%), nonostante i tassi di crescita anno su anno di queste tecnologie siano molto alte.

Infrastruttura e sicurezza

Per quanto riguarda l’infrastruttura, la questione principale è la sicurezza. Un po’ come le assicurazioni: fino a che va tutto bene, va tutto bene, ma se dovessi subire una perdita o un furto di dati, magari dati sensibili come quelli dei tuoi clienti, ti pentiresti di non averci pensato prima.

Senza voler essere troppo catastrofisti, possiamo limitarci ad una più comune violazione della gestione dei dati sensibili secondo regolamento GDPR.

Gli investimenti in tecnologia riguardano soprattutto le grandi imprese che nel 93,8% prevedono di continuare ad investire in tecnologie potenziando e aggiornando i sistemi presenti, mentre le piccole imprese investono solo nel 38,7% dei casi, e le micro imprese si fermano al 25,8% (fonte: Assintel).

Fino a che va tutto bene, va tutto bene, ma se dovessi subire una perdita o un furto di dati, ti pentiresti di non aver pensato prima ad una sorta di assicurazione che copre danni simili.

Rischi e opportunità

Prima di passare alle opportunità del digitale, facciamoci un ultimo passaggio di duro ma necessario realismo. Riassumendo quindi, i rischi del digitale sono i seguenti:

  • Vendite: la mancanza di competenze digitali tra i dipendenti può causare perdite economiche o limitare l’efficacia delle vendite.
  • Reputazione: determinati contenuti pubblicati (es. nei social media) possono danneggiare la reputazione dell’azienda.
  • Sicurezza: con l’aumento dei dati digitali, cresce anche il rischio di violazioni della sicurezza e attacchi informatici.
  • Costi di adozione e manutenzione: l’adozione di nuove tecnologie richiede spesso un investimento iniziale significativo e una continua manutenzione.
  • Obsolescenza tecnologica: la rapida evoluzione della tecnologia può rendere obsoleti gli investimenti fatti in tempi brevi.
  • Resistenza al cambiamento: la resistenza interna al cambiamento può ostacolare l’adozione di nuove tecnologie.
  • Privacy e sicurezza: mantenere la conformità con le leggi sulla privacy e sulla protezione dei dati (come il GDPR) può essere complesso e costoso.
  • Lavoro da remoto: il lavoro da remoto se non supportato e gestito correttamente, può portare ad una riduzione delle performance.

Dietro a questi rischi, si nascondono interessanti opportunità dell’era digitale. Eccone alcune:

  • Competitività: l’adozione di tecnologie digitali può portare a prodotti e servizi innovativi, mantenendo l’azienda competitiva.
  • Efficienza: l’automazione e i sistemi intelligenti possono migliorare significativamente l’efficienza, riducendo i costi e incrementando la produttività;
  • Accesso a nuovi mercati: le piattaforme digitali e l’ecommerce aprono le porte a nuovi mercati geografici e demografici.
  • Servizio clienti: l’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati permettono una personalizzazione avanzata, migliorando l’esperienza dei clienti e all’aumento quindi delle vendite (sia relativamente al numero di ordini che al valore medio del singolo ordine).
  • Flessibilità: la tecnologia supporta modelli di lavoro flessibili e remoti, che possono aumentare la soddisfazione e la produttività dei dipendenti.
  • Dati: l’accesso a dati e analytics avanzati, con il supporto dell’intelligenza artificiale, consente decisioni aziendali più consapevoli ed efficaci.
  • Sostenibilità: le tecnologie digitali possono contribuire a ridurre l’impatto ambientale e promuovere pratiche sostenibili.

Competenze richieste

Quali sono quindi le competenze richieste ai manager nell’era digitale che ci permettono di arrivare alla nostra ambita meta?

Quali sono quindi le competenze richieste ai manager in questi tempi e che ci permettono di arrivare alla nostra ambita meta?

Visti gli ambiti, i rischi e le opportunità, del digitale, le persone chiamate a gestire team e attività dovranno avere competenze multiple, sia hard skill che soft skill. Eccoci con l’elenco conclusivo del nostro percorso:

  • Comunicare efficacemente con collaboratori e fornitori, aspetto reso ancora più necessario data la sempre minor compresenza.
  • Scelta dei fornitori (agenzie di marketing e IT) e nel caso di responsabili di reparto, competenze tecniche specifiche.
  • Analisi dei dati per ottimizzare gli investimenti di marketing e prevedere i futuri trend.
  • Analisi economica dei costi iniziali e di mantenimento.
  • Curiosità e capacità di adattarsi al cambiamento, bilanciata con spirito critico.

Ognuna di queste voci richiederebbe un articolo a sé, e forse ce ne sarà l’occasione in futuro.

E tu, hai qualche competenza che suggeriresti di sviluppare ai manager di oggi e di domani?

Scritto da:
Nicola Zuliani

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