5 Modi per affrontare CPM crescenti post iOS15

4 minuti   Facebook Ads

By Giuseppe Paino

5 Modi per affrontare CPM crescenti post iOS15

Cosa sono i CPM? Perché è importante che siano il più bassi possibili? Si possono ridurre i cpm crescenti?

Queste sono domande che qualunque advertiser si è posto almeno una volta nella vita e le cui risposte non sempre sono semplici e immediate.

CPM è l’acronimo di Cost per Mille impressions, quindi quanto ci costerà mostrare un annuncio a 1.000 persone.

Perché è importante che siano il più bassi possibili?

Ovviamente più bassi saranno i CPM più persone riusciremo a raggiungere con la nostra ad, aumentando la possibilità di conversione a costi più bassi.

Si possono ridurre? Purtroppo il CPM non è una metrica controllabile direttamente da noi, ma è l’algoritmo di Facebook a stabilire, in base a vari fattori, il costo per mille impressions del nostro annuncio.

Inoltre, dopo l’avvento di iOS 14.5 e dell’ATT (App Transparence Tracking) che ha limitato, non poco, le performance generali di Facebook Ads, quasi tutti ci siamo trovati di fronte a CPM più alti o comunque instabili.

Ecco perché in questo articolo vorrei condividere con te 5 Modi per affrontare CPM crescenti post iOS15

Tutto parte da un buon annuncio (copy, creative, titolo e CTA)

Un annuncio efficace e ben fatto porterà senz’altro benefici al CPM in quanto tenderà a raccogliere più click, avrà buoni CTR (Click-through rate > 1%) e, di conseguenza, Facebook tenderà a premiarlo facendo vincere le migliori aste alla nostra ad.

Un annuncio efficace e ben fatto porterà senz’altro benefici al CPM in quanto tenderà a raccogliere più click, avrà buoni CTR (Click-through rate > 1%) e, di conseguenza, Facebook tenderà a premiarlo facendo vincere le migliori aste alla nostra ad.

Non dobbiamo mai dimenticarci che l’arma migliore che abbiamo a disposizione è creare un annuncio che rispetti pochi, ma fondamentali aspetti:

  • Il copy deve essere chiaro, diretto e comunicare all’utente i vantaggi che può trarre dal nostro prodotto o servizio, senza essere né troppo eclatante né troppo umile. Nel caso in cui il prodotto o servizio sia complesso e difficile da spiegare in poche parole si può puntare ai vantaggi principali e rimandare alla landing page per tutte le altre informazioni.
  • La creatività (immagine o video che sia) ha l’arduo compito di “bloccare il feed”, quindi lo scroll della persona che in quel momento sta, magari, pensando a tutt’altro e “girovagando” su Facebook. Quindi è necessario che non abbia colori e layout troppo “deboli” e che in pochi istanti catturi l’attenzione e comunichi l’aspetto più importante della nostra offerta o proposta.
  • Il titolo (headline per chi come me usa il bm in inglese) a volte può essere addirittura decisivo per il successo di un annuncio perché, mediamente, è l’elemento che l’utente vede subito dopo la creatività. Comunicare sul titolo il vantaggio principale o uno sconto può essere molto efficace.
  • La scelta della CTA è molto importante perché suggerisce all’utente cosa aspettarsi dopo il click. Testane magari anche un paio per capire quale va meglio. Es.: se l’utente ci dovrà lasciare la mail per avere info si può provare sia un generico “Scopri di più” che un “Contattaci”. Ti assicuro che i risultati saranno diversi.

Scegli il giusto obiettivo di campagna

Scegli il giusto obiettivo di campagna

Sembra una cosa ovvia e scontata, ma ho visto campagne in vita mia (di errori ne ho fatti tanti anche io) con obiettivi completamente sbagliati.

Un errore comune, per esempio, è creare campagne per traffico quando in realtà l’obiettivo finale è una lead o una vendita sull’e-commerce.

Facebook sa molto bene quali persone andare a pescare se l’obiettivo che gli diamo è esattamente quello che vogliamo ottenere.

Prestare attenzione a questo aspetto ci aiuterà a contenere i CPM.

Scegli il giusto target

Per contenere i costi per mille impressions dobbiamo essere sicuri di rivolgerci al o ai migliori target possibili

Per contenere i costi per mille impressions dobbiamo essere sicuri di rivolgerci al o ai migliori target possibili (come individuarli ne parla Francesco Agostinis in questo articolo).

Il concetto è molto semplice: mostrare il nostro annuncio alle persone più affini possibili al brand o al prodotto/servizio aumenterà le performances dell’annuncio stesso e, di conseguenza, ci ritroveremo con CPM potenzialmente più bassi.

Pertinenza tra annuncio e landing page

 l’annuncio su Facebook e la landing page sono due parti imprescindibili della stessa cosa

Ne ho parlato più volte e continuo a credere che sia un aspetto molto importante per l’intero funnel e per la customer journey di un utente: l’annuncio su Facebook e la landing page sono due parti imprescindibili della stessa cosa.

L’esperienza post-click è importantissima anche perché, se il pixel sul nostro sito è settato correttamente (qui una pratica guida per installarlo facilmente), Facebook riceverà dei segnali dall’utente che daranno informazioni preziose all’algoritmo.

Questo però vale anche se l’utente ha un’esperienza negativa una volta atterrato sulla nostra landing page. Se, per esempio, c’è un alto bounce rate oppure poche conversioni, Facebook riceverà segnali negativi e, di conseguenza, potremmo vincere molte meno aste e vedere i CPM aumentare.

L’ho spiegato molto semplicemente e in maniera quasi approssimativa, ma è praticamente così che funziona.

Occhio a queste metriche (cpm crescenti?)

5 Modi per affrontare CPM crescenti post iOS15: far attenzione alle metriche riferite a CTR e CPC
  • CTR: come ho già detto il CTR è strettamente correlato al CPM, quindi cerca, per quanto possibile, di raggiungere CTR > 1%. Come? Rileggi il punto 1.
  • CPC: il Costo per Click è un’altra metrica da tenere in considerazione. Ci indica, per l’appunto, il costo per ogni click sul link del nostro annuncio. Se il costo è troppo elevato potrebbe dipendere da un’ad poco convincente o poco chiara. Prova a lavorare sulla comunicazione visiva e testuale e vedrai che i CPC scendono ed i CTR salgono e, di conseguenza, i CPM potrebbero diminuire.
  • Frequenza: quando la frequenza di un’ad nella fase alta del funnel (TOFU) è troppo alta (>2.5 in 7gg) vuol dire che stiamo mostrando troppe volte alle stesse persone il nostro annuncio e i CPM possono aumentare.

Ciò può dipendere principalmente da questi fattori:

  • Pubblico non affine al nostro prodotto/servizio;
  • Pubblico poco numeroso;
  • Obiettivo di campagna e/o evento di ottimizzazione sbagliato;
  • Troppo budget giornaliero rispetto alla grandezza del pubblico.

Conclusioni: si possono combattere i CPM crescenti

Spero di esserti stato utile e di averti dato qualche spunto in più per affrontare CPM crescenti post iOS15 ed aggiudicarti più impressions, che, per il mondo degli annunci, sono il primo touch point con un tuo potenziale futuro cliente.

Se hai domande o dubbi o vorresti aggiungere qualcosa a ciò che ho detto fammelo sapere nei commenti qui sotto.

P.S.: Come sempre cerco di trasmettere ciò che apprendo soprattutto dopo aver studiato ed averci sbattuto la testa personalmente. Se guardi l’immagine qui sotto ti assicuro che si può fare.

Buon marketing!

grafico che mostra la differenza dei CPM pre-ottimizzazione e post-ottimizzazione

Scritto da:
Giuseppe Paino

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