
5+1 modi per abbassare il CPL delle tue campagne Lead Generation
Di cosa parleremo oggi
Quando si parla di Lead Generation, sappiamo bene, si parla di opportunità di conversione. Quindi bisogna per forza di cose puntare alla quantità (aumento delle opportunità) e della qualità (aumento del tasso di conversione).
Ci deve essere un balance tra questi due elementi: non ci servono tante lead se poi non convertono e non basta la qualità se le vendite conseguenti numericamente non sostengono il nostro business.
E allora?
Della qualità delle lead ne ho parlato in varie occasioni e anche in altri articoli, ma in questo articolo vorrei focalizzarmi sulla quantità (ovviamente senza mai tralasciare la qualità, sia chiaro).
Vediamo insieme quindi 5+1 modi per abbassare il CPL delle tue campagne di Lead Generation su Meta Ads che ti permetteranno di acquisire più lead a parità di budget investito!
Abbassare il CPL con creative e copy maledettamente chiari ed immediati!
Qual è l’unico elemento che l’utente vede di tutto il nostro lavoro?
Una creative (immagine, video, carosello, ecc.) e un copy. Punto.
E quindi se cliccherà o meno sulla nostra ad dipende solo ed esclusivamente da come usiamo questi due elementi. Più siamo chiari e coinvolgenti, meglio intercettiamo il problema; meglio facciamo immaginare la nostra soluzione e più l’utente sarà motivato ad andare avanti nel percorso che gli abbiamo preparato.
Aumentando il CTR (tasso di clic sul link), prendiamo più clic e quindi più traffico sulla nostra landing o più aperture di moduli di Meta e questo statisticamente aiuterà ad abbassare il CPL delle tue campagne.
Pertinenza e coerenza tra annuncio e landing
Come ho appena detto, l’annuncio è il primo ed unico elemento che l’utente incontra mentre vaga sui social, ma se siamo riusciti ad attirare la sua attenzione non possiamo perderci dopo il clic: abbiamo creato delle aspettative, ora non possiamo deluderlo.
Ecco perché è bene “continuare” l’emozione che abbiamo suscitato sulla nostra landing page. Facciamo capire bene in che modo l’utente potrà risolvere il suo problema o migliorare la sua vita o la sua situazione di partenza con il nostro prodotto o servizio.
Non bisogna essere frettolosi e cercare subito la lead. Pensa sempre al fatto che se una persona ha appena cominciato ad esplorare la soluzione che offri ha bisogno di informazioni, riprova sociale, caratteristiche e funzionalità, ecc…
Ogni sezione deve essere utile e mantenere alto il coinvolgimento dell’utente rispetto a ciò che stiamo proponendo.
Più questi accorgimenti sono presenti ed efficaci, più facilmente l’utente lascerà i propri contatti e, a parità di traffico, avremo un costo per lead più basso.
Varianza di comunicazione in base ai target group (breve esempio di campagna tipo)
Non esiste il nostro target, bensì i nostri target.
Assicuriamoci di individuare tutti i target group (target diversi con esigenze diverse) e di costruire la comunicazione per ognuno di essi.
Ti faccio un esempio molto semplice. Immagina di dover vendere un software che unifichi tutte le app di messaggistica in una sola: c’è chi lo userebbe per non avere tante app installate, c’è chi sarebbe interessato per motivi professionali (mail, slack, ecc… in una sola app), c’è chi invece lo userebbe più per svago con whatsapp, messenger, telegram e parlare con gli amici. Altri invece per la comodità di avere tutte le notifiche raggruppate in un solo posto.
Insomma… la stessa identica soluzione per esigenze diverse.
Esempio di campagna per il nostro software che raggruppa tutte le app di messaggistica.
CAMPAGNA CON OBIETTIVO LEAD CBO
- Adset broad 18-65 + Angle 1 (uso professionale):
- Angle 1 Ad 1 Angle 1 Ad 2
- Adset broad 18-65 + Angle 2 (uso svago):
- Angle 2 Ad 1Angle 2 Ad 2
- Adset broad 18-65 + Angle 3 (unificatore di notifiche):
- Angle 3 Ad 1Angle 3 Ad 2
Come ci aiuta questo tipo di struttura e di differenziazione?
- L’algoritmo capirà benissimo a chi mostrare le ads.
- Intercetteremo più tipologie di utenti allargando il bacino potenziale.
- Aumenteremo statisticamente le opportunità di arrivare a potenziali clienti.
- Il costo per lead sarà più basso.
Beneficio chiaro ed immediato per l’utente (lead magnet e dintorni)
Perché un utente dovrebbe lasciarci i suoi dati? Perché dovrebbe pensare “questa è un’occasione per me” se non gliene diamo modo e motivazione?
Questa è forse la prima domanda che dovremmo porci quando chiediamo una lead: cosa diamo in cambio?
Deve essere CONVENIENTE per l’utente e non solo per noi.
Uno dei modi migliori è il famoso lead magnet e cioè una risorsa/contenuto gratuito che offriamo in cambio dei suoi dati: un e-book, una lezione gratuita di un video-corso, ecc.
Oppure ancora uno sconto o un gift sull’eventuale acquisto post lead.
Insomma di modi ce ne sono tanti, ma quello che consiglio sempre è cercare di far percepire un beneficio immediato facendo immaginare chiaramente come sarà la vita (personale, professionale, salutare, ecc.) dell’utente dopo che si sarà affidato alla nostra soluzione.
Non c’è niente di più motivante, per una persona che non riesce a dormire bene, che percepire chiaramente che il cuscino che gli stiamo proponendo gli risolverà il problema definitivamente.
Insomma, utente motivato a lasciare la lead = più lead = CPL più basso.
Branding o personal branding: importantissimo!
Se dovessi chiedere un consiglio sulle tue campagne Meta, lo chiederesti a Francesco Agostinis o al primo che passa per strada?
Potrei terminare questo punto qui.
Essere riconosciuti e riconoscibili e trasmettere competenza COSTANTEMENTE ci fa posizionare rispetto alla nostra nicchia di interesse. Questo genera quindi fiducia nei nostri confronti e, di conseguenza, nei confronti del nostro prodotto o servizio.
Lavora sui contenuti (reel, blog, post, eventi, live, ecc.) e non dare per scontato che siccome il tuo prodotto o servizio è valido lo debba essere anche per l’utente. In questo “gioco”, prima di chiedere, bisogna dare.
Quando farai la tua offerta commerciale, ottenere una lead sarà più semplice e quindi meno costoso.
Consiglio BONUS: il budget
Ogni mercato è finito e non infinito. Cosa vuol dire?
Che dobbiamo tener conto che ci sono X possibilità al giorno di ottenere lead interessate al nostro prodotto o servizio.
Se investiamo troppo (su una singola campagna a conversione) rispetto a queste possibilità una parte del budget girerà “a vuoto”.
Mi spiego meglio con un esempio perché è importante capire il concetto.
Se su una strada passano mediamente 200 pedoni al giorno e noi vogliamo consegnare loro un volantino sappiamo che dobbiamo avere 200 volantini, se ne abbiamo fatti stampare 2.000 il costo per volantino consegnato (il nostro CPL) sarà più alto.
Quindi? Se ho più budget non devo spenderlo?
La risposta è: spendilo in altri tipi di contenuti e obiettivi di campagna.
Diversificare l’investimento (con logica e buon senso) spesso aiuta a far crescere vari aspetti del business (investi sul punto 5 ad esempio).
Per concludere, sono sicuro che almeno una volta, abbassando il budget delle tue campagne di Lead Generation, avrai notato l’abbassare del CPL. Ecco probabilmente era per questo motivo.
P.S.: quest’ultimo punto va preso con le pinze, perché per arrivare a questa ipotesi dobbiamo avere uno storico dati che ci permetta di validarla, almeno empiricamente, ma è bene sapere che ci sia questa possibilità.
Conclusione
Bene, intanto ti ringrazio se hai letto fin qui.
Spero di averti dato qualche spunto utile per abbassare il CPL delle tue campagne di Lead Generation su Meta Ads.
Se hai domande o dubbi scrivimi pure tra i commenti qui sotto, alla prossima.










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