Campagne Google Ads: 8 micro ottimizzazioni per migliorare le performance

9 minuti   Google Ads

Campagne Google Ads: 8 micro ottimizzazioni per migliorare le performance

Segui i nostri consigli per migliorare le performance delle tue campagne Google Ads Search.

Grazie a questa checklist avrai sempre con te la lista delle azioni da fare regolarmente sulle tue campagne.

Le campagne Google Ads su rete di Ricerca sono senza dubbio uno degli strumenti di advertising online più potenti per portare traffico di qualità al proprio sito web. Soprattutto in presenza di domanda consapevole.

Non sempre però è facile raggiungere le performance sperate. Spesso quello che accade è: si crea una campagna, la si lancia, si aspettano i primi risultati e poi la si abbandona a se stessa. Poi si spera che continui sempre a portarci risultati.

La verità è che le campagne Google Ads hanno bisogno di manutenzione continua. Di un’attività costante di ottimizzazione che consenta allo strumento di supportarci nel raggiungimento dei nostri obiettivi, fornendo all’intelligenza artificiale gli input giusti su cui lavorare.

Per questo motivo in questo articolo ho voluto raccogliere 8 micro ottimizzazioni che consiglio di valutare per le vostre campagne Google Ads e che consiglio di monitorare costantemente con cadenza regolare.

Elenco delle 8 micro ottimizzazioni consigliate per le tue campagne Google Ads Search

  1. Pianificazione giornaliera
  2. Aggiustamento offerte per dispositivo
  3. Aggiustamento offerte per località
  4. Estensioni
  5. Varianti degli annunci
  6. Termini di ricerca e inserimento keyword negative
  7. Bozze ed esperimenti
  8. Tracciamento azioni di conversione minori

1. Pianificazione giornaliera

Quando impostiamo la nostra campagna su rete di ricerca possiamo selezionare i giorni e gli orari in cui questa è attiva. Questo significa che possiamo decidere di lasciare attiva la campagna ad esempio solo i giorni feriali dalle 8.00 alle 19.00, oppure i weekend a pranzo, o nei momenti per noi cruciali.

Questa funzionalità è molto importante per due motivi:
  1. Possiamo concentrare la spesa solo nei giorni e orari per noi utili (ad esempio un sito web di un ristorante che fa consegne a domicilio può concentrare l’investimento negli orari che precedono i due pasti principali, pranzo e cena) e migliorare il ritorno sull’investimento;
  2. Possiamo ottimizzare la nostra strategia di offerta sulla base di giorni e orari che hanno una performance migliore.

Concentriamoci soprattutto sul secondo caso: una campagna che è sempre attiva h24, 7 giorni su 7. Grazie ai dati di performance che ci fornisce la piattaforma Google Ads possiamo valutare se ci sono momenti della giornata e/o della settimana in cui abbiamo maggiore successo. Ad esempio un maggior numero di conversioni, o un costo/conversione minore, o ancora un CTR più elevato.

Per poter ricavare questi dati nel modo più granulare possibile vi consiglio di impostare fin da subito sulle vostre campagne Google Ads una pianificazione giornaliera segmentata. Un’idea può essere quella di inserire slot da 4 ore che coprano tutte le giornate della settimana.

Pianificazione giornaliera campagne google ads

Nell’esempio in foto, dove è presente questa segmentazione oraria per tutti i giorni della settimana (la campagna è sempre attiva), possiamo notare come il lunedì e il martedì siano giornate proficue per il nostro business. Proprio lì è concentrato il maggior numero di conversioni.
Una volta appurato che il comportamento degli utenti è ripetitivo, e quindi che tendono a convertire spesso negli stessi giorni e orari, possiamo impostare un aggiustamento delle offerte per gli slot che abbiamo identificato come più proficui. Ci basterà cliccare sulla casella “Agg. Offerta” in corrispondenza del giorno e ora che vogliamo modificare, e inserire una percentuale di aggiustamento (ad es. +40%). Questo significa che Google sarà disposto a offrire il 40% in più rispetto alla nostra offerta impostata per le parole chiave di quella campagna in quello slot di tempo. Saremo quindi più competitivi nei momenti per noi più importanti.

2. Aggiustamento offerte per dispositivo

Lo stesso ragionamento possiamo applicarlo anche ai dispositivi. A seconda del business che stiamo promuovendo, e della tipologia di utenti che stiamo raggiungendo, potremo incontrare comportamento diversi sulla base del dispositivo da cui navigano.

All’interno delle impostazioni di campagna possiamo ricavare anche in questo caso i dati utili per poter ragionare al meglio:

Aggiustamento offerte per dispositivo

Se notiamo una performance migliore in uno dei dispositivi (anche in questo caso possiamo valutare il numero di conversioni, il costo/conv. e il conv. rate) possiamo scegliere di applicare un aggiustamento delle offerte. Al contrario, se notiamo che un dispositivo ha una performance particolarmente scarsa, possiamo applicare un aggiustamento offerte in negativo, ad es. -50%.

Nel caso in cui invece abbiamo necessità di escludere completamente un dispositivo (se ad esempio vogliamo puntare a un target solo mobile) ci basterà inserire un -100% di aggiustamento offerte per smettere di comparire su quel dispositivo.

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3. Aggiustamento offerte per località

Un’altra ottimizzazione importante da valutare sulle vostre campagne Google Search è quella che riguarda l’utilizzo di aggiustamento delle offerte per località.

Anche in questo caso è importante partire dai dati e quindi da una segmentazione iniziale per località. Vi consiglio di impostare già le località della vostra campagna in maniera segmentata (ad esempio per città o per regione). Sarà così più facile l’analisi dei dati e la conseguente applicazione degli aggiustamenti delle offerte.

Aggiustamento offerte per località

Anche in questo caso, se dai dati emerge una performance migliore su una o più località possiamo andare ad aggiustare l’offerta di conseguenza. Per campagne Google Ads che hanno un target per località molto ampio l’analisi dei dati per singola località (città, regione, stato) può aiutarci ad ottimizzare la performance anche valutando di separare il budget sulle località più di successo, isolandole in una campagna ad hoc.

4. Varianti degli annunci

Un’attività che piace molto poco agli advertiser è quella dell’aggiornamento degli annunci e la creazione di nuove varianti. Anche in questo caso l’errore principale è quello di rilassarsi dopo aver lanciato la campagna e dimenticarsi di controllare la performance nel dettaglio, perdendo qualche dato utile per l’ottimizzazione.

Essere incisivi con gli annunci è fondamentale. Soprattutto su chiavi di ricerca competitive dove i nostri competitor possono essere molto aggressivi e sfruttare a loro favore le nostre mancanze.

Per questo motivo consiglio sempre di inserire minimo 3 varianti di annuncio per ogni gruppo di annunci, incluso un annuncio di tipologia adattabile. Il mio consiglio è anche quello di controllare regolarmente i dati per ogni singola variante così da premiare quelli di maggiore successo e variare quelli che invece stanno raccogliendo poche impression e pochi clic.

Varianti degli annunci per campagne google ads

In questa immagine potete chiaramente notare la presenza di annunci più e meno efficaci. Pensate ai vostri annunci attivi. Siete davvero sicuri che non si possano migliorare?

5. Estensioni degli annunci

Un’altra funzionalità di Google Ads spesso sottovalutata riguarda le estensioni di annuncio. Come sappiamo un corretto utilizzo delle estensioni può portarci un aumento del punteggio di qualità e di conseguenza migliorare la performance delle nostre ads permettendoci di raggiungere maggiori volumi di traffico a un prezzo minore.

Le domande che dovete porvi ciclicamente sono?
  • Sto utilizzando tutte le estensioni pertinenti o posso aggiungerne qualcuna?
  • Le estensioni attive sono da aggiornare?
  • Qual è la performance delle estensioni attive? Posso fare qualcosa per migliorarla?

Tenere sotto controllo anche le estensioni, e non solo gli annunci, è davvero un suggerimento che può fare la differenza e che distingue campagne Google Ads professionali e di successo da quelle mediocri e improvvisate.

Alcune best practice sul tema:
  1. Utilizza tutte le tipologie che riesci ad attivare in base al tuo business (ovviamente non ci è sempre permesso utilizzarle tutte, ma dove possibile integriamole)
  2. Inserisci almeno 4 estensioni callout, considerali come un elenco puntato con informazioni aggiuntive all’annuncio
  3. Inserisci almeno 6 estensioni sitelink e ottimizzale costantemente partendo da quelli che ricevono meno impressioni e che quindi sono considerati di qualità inferiore
  4. Inserisci almeno 4 estensioni snippet strutturati per ogni intestazione (se pertinenti)
  5. Utilizza l’estensione di chiamata se hai un numero di telefono che i potenziali clienti possono raggiungere
  6. Utilizza l’estensione località se vuoi dare visibilità al tuo ufficio o punto vendita (anche più di uno)
  7. Utilizza l’estensione per app se vuoi inserire un collegamento diretto alla tua app
  8. Utilizza le estensioni di promozione per occasioni speciali, ad es. Festa della mamma, Natale, Black Friday oppure ogni volta in cui vuoi dare risalto a promo speciali. Puoi anche programmare l’inizio e la fine della promozione.
  9. Utilizza l’estensione di prezzo per dare risalto a categorie di prodotto, prodotti best seller o altro nel tuo shop.

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6. Termini di ricerca e inserimento keyword negative H2

Ho inserito questa ottimizzazione al 6’ posto non perché sia meno importante delle altre. L’ho fatto perché do per scontato che sia qualcosa che già tutti facciate regolarmente. Giusto?

Il controllo dei termini di ricerca è sicuramente una delle attività principali di chi si occupa di gestire campagne di ricerca su Google Ads.

Pertanto merita ovviamente spazio in questa classifica, anche se la considero un’attività macro da cui non si può prescindere.

Se vogliamo essere sicuri che i nostri annunci stiano comparendo per le chiavi di ricerca pertinenti alle keyword che abbiamo inserito è importante fare un controllo regolare della tab dei termini di ricerca. In questa tab troviamo i termini di ricerca che gli utenti digitano su Google e che scatenano la pubblicazione dei nostri annunci.

Il controllo dei termini di ricerca è particolarmente importante per valutare se ci sono keyword da inserire come negative perché non sono pertinenti al nostro business e possono generare traffico di bassa qualità.

Una volta individuate queste parole, o gruppi di parole, possiamo inserirle direttamente come keyword negative. Oppure possiamo creare una lista utilizzabile anche da altre campagne dello stesso account.

Un aspetto molto importante da ricordare riguarda i tipi di corrispondenza: nella lista di keyword negative possiamo utilizzare la corrispondenza esatta, quella a frase e quella generica, non possiamo utilizzare la corrispondenza generica modificata.

Nota bene: “questi tipi di corrispondenza esclusa funzionano in modo diverso rispetto a quanto accade con le parole chiave positive. La differenza principale è che devi aggiungere sinonimi, versioni singolari e plurali, errori ortografici e altre varianti simili da escludere. Le parole chiave escluse non corrispondono alle varianti simili o ad altre espansioni. Ad esempio, se escludi la parola chiave a corrispondenza generica esclusa fiori, gli annunci non saranno idonei a essere pubblicati quando un utente cerca fiori rossi, ma lo saranno se un utente cerca fiore rosso.”
(fonte: https://support.google.com/google-ads/answer/2453972?hl=it).

7. Bozze ed esperimenti

Un tool molto utile che trovate su Google Ads per ottimizzare le campagne è sicuramente bozze ed esperimenti. Grazie a questo strumento possiamo effettuare esperimenti su alcune varianti delle nostre campagne prima di applicare la modifica in maniera massiva all’intero budget di campagna. Questo ci permette di decidere quali modifiche fare sulla base di dati oggettivi (e quindi con approccio data-driven) e non sulla base di presupposizioni o sensazioni.

Per poter utilizzare questo strumento andate nell’elenco delle impostazioni di campagna e selezionate “Bozze ed esperimenti” e poi “Bozze di campagna”. Create 1 bozza selezionando la campagna su cui volete lanciare l’esperimento, si creerà una copia su cui potete fare le modifiche che volete testare (consiglio sempre di testare 1 modifica alla volta per avere una visione chiara dei dati).

Alcuni esempi di test che potete fare:
  • Cambio di strategia di offerta
  • Test su una landing differente
  • Test su nuove varianti di annuncio
  • Utilizzo di una corrispondenza diversa per le keyword

Una volta creata la bozza potrete lanciare l’esperimento dove dovrete decidere il segmento da dedicare all’esperimento. Il segmento dell’esperimento indica la percentuale di budget della campagna assegnata all’esperimento e la percentuale di aste alle quali l’esperimento può partecipare.

Ulteriori informazioni sul funzionamento le trovate nella guida Google dedicata: https://support.google.com/google-ads/answer/6261395?hl=it#null.

8. Tracciamento azioni di conversione minori

L’ultimo consiglio che voglio darvi riguarda il tracciamento delle conversioni. Come sapete è fondamentale effettuare un corretto set up delle conversioni PRIMA di partire con le campagne Google Ads. Tuttavia, strada facendo, possiamo accorgerci che i dati che abbiamo non sono sufficienti per darci una fotografia del comportamento degli utenti. Possiamo quindi valutare l’inserimento di nuove azioni di conversione minori che ci permettono di avere dati utili a capire se stiamo raccogliendo traffico di qualità oppure no.

Qualche esempio pratico.
Se stiamo tracciando gli acquisti al nostro shop online ma abbiamo appena cominciato la nostra attività pubblicitaria potremmo avere ancora poche azioni di conversione e potremmo non riuscire a renderci conto su tutte le campagne se queste stanno andando bene oppure no. Avere qualche dato in più oltre ai clic e alle poche conversioni potrebbe sicuramente aiutarci.

Per questo possiamo decidere di impostare conversioni minori quali ad esempio:
  • Visualizzazione scheda prodotto
  • Aggiunta al carrello
  • Inizio check out

In questo modo potremo ad esempio accorgerci che tanti utenti aggiungono prodotti al carrello ma pochissimi acquistano, e questo dato potrebbe fornirci diversi insight. Forse la procedura di check out è complessa, forse i prodotti sono cari, forse i costi di spedizione li bloccano, o altro.

Il modo migliore di monitorare queste azioni continuando a dare come input a google l’azione di conversione principale (ovvero l’acquisto), è quello di inserire queste azioni nella colonna “tutte le conversioni”. Per poterlo fare, una volta impostata o importata l’azione di conversione, è fondamentale selezionare “no” nelle impostazioni, alla voce “Includi in “Conversioni””.

In conclusione ricordatevi che è importante monitorare costantemente l’andamento delle vostre campagne Google Ads su rete di Ricerca.
Questa lista delle 8 micro ottimizzazioni vi permetterà sicuramente di migliorare le performance delle vostre ads.

Non avete tempo per gestire le vostre campagne al meglio o non siete sicuri di ottenere la performance ottimale?
Il nostro servizio di Audit Google Ads è la soluzione migliore per fare il check up del vostro account. In tal modo potrete coprire quali modifiche potete effettuare per migliorare da subito la performance.

Scritto da:
Enrica Campana

Commenti

  1. Terence ha detto:

    Ottimo articolo, molto tecnico e pieno di consigli utili. Brava!

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