First Party Data e Google Ads: guida alle audience

5 minuti   Google Ads

andrea libertone

By Andrea Libertone

First Party Data e Google Ads: guida alle audience

Di cosa parleremo oggi

Quando si parla di Campagne Search su Google Ads, il pensiero va subito alle keyword. Ed è normale: le parole chiave sono il cuore pulsante di queste campagne, quello che ci permette di intercettare la domanda consapevole.

C’è un aspetto però che vedo ancora troppo sottovalutato, soprattutto da chi gestisce account con budget contenuti in settori molto competitivi: il targeting di audience applicato alle Campagne Search.

Molti imprenditori e marketing manager ragionano così: “le keyword costano troppo, non posso competere con i big del settore”. E spesso hanno ragione, se guardiamo solo al cpc.

Ma c’è una domanda da porsi: stai sfruttando tutti gli strumenti che Google Ads ti mette a disposizione per qualificare il traffico e ottimizzare l’investimento?

In questo articolo, vedremo come l’utilizzo strategico dei First Party Data e delle audience può trasformare le performance delle tue Campagne Search, anche quando il budget non ti permette di competere “a viso aperto” sulle keyword più costose.

Il valore dei First Party Data nel 2026

Facciamo un passo indietro sul concetto di First Party Data prima di buttarci sul pratico.

I First Party Data sono tutti quei dati che raccogli direttamente dai tuoi utenti:

  • Visitatori del sito.
  • Iscritti alla newsletter.
  • Clienti che hanno già acquistato.
  • Lead che ti hanno lasciato i loro contatti.

Sono dati di tua proprietà, che conosci bene e che rappresentano persone che hanno già avuto un contatto con il tuo brand.

In un contesto dove i cookie di terze parti stanno progressivamente scomparendo e le normative sulla privacy diventano sempre più stringenti, i First Party Data sono diventati un asset strategico fondamentale.

Il punto centrale è questo: molte aziende raccolgono questi dati e poi non li sfruttano a pieno nelle campagne advertising. Li usano magari per l’email marketing, ma non li integrano in modo strategico dentro Google Ads.

Ed è un peccato, perché proprio lì possono fare la differenza.

Campagne Search + Audience di targeting: la combinazione che cambia le regole

Su Google Ads hai la possibilità di aggiungere segmenti di audience alle tue Campagne Search.

Puoi farlo cliccando dal menu di sinistra su “Campaigns -> Audiences, keywords and content -> Audience”.

Su Google Ads hai la possibilità di aggiungere segmenti di audience alle tue Campagne Search: “Campaigns -> Audiences, keywords and content -> Audience”.

Clicca su “Add Audience segments” e scegli se applicare i pubblici a livello di campagna o di gruppo di annunci.

Clicca su “Add Audience segments” e scegli se applicare i pubblici a livello di campagna o di gruppo di annunci.

A questo punto, puoi selezionare l’audience più adatta allo scopo che vuoi raggiungere.

A questo punto, puoi selezionare l’audience più adatta allo scopo che vuoi raggiungere.

Puoi scegliere tra:

  • Dati demografici: definiscono il tipo di utente. Puoi selezionare lo stato parentale, tipo di relazioni, livello di studio, proprietari o affittuari di abitazione e info sul lavoro.
  • Pubblici di affinità: riguardano lo stile di vita e le abitudini a lungo termine. Es. appassionati di cucina, pet lovers ecc…
  • Pubblici in-market: pubblici composti da utenti attivamente alla ricerca di un prodotto o servizio specifico. Es. persone interessate ad acquistare un volo aereo, un appartamento, vestiti, occhiali da sole ecc…
  • I tuoi dati: ovvero tutti quei pubblici formati da utenti che hanno interagito con la tua attività. Es. lista di già clienti, lista di iscritti alla newsletter, segmento di remarketing di chi ha visitato il sito ma non ha acquistato ecc.

Audience tra cui scegliere.

  • Combinazioni di pubblico: puoi creare combinazioni di pubblici diversi (selezionando tra tutte le categorie che abbiamo visto qui sopra) per ottenere audience più precise. Ma attenzione a non stringere troppo perché rischi che l’audience diventi troppo piccola.

Una volta selezionati i pubblici puoi scegliere tra due modalità di applicazione diverse:

  1. La modalità Osservazione ti permette di vedere come performano determinati segmenti di pubblico senza limitare la distribuzione degli annunci. È utile per raccogliere dati e capire quali audience convertono meglio.
    Questo è il caso tipico delle campagne di brand protection, dove applicando un pubblico in osservazioni puoi capire a quali pubblici appartengono i tuoi clienti e avere un insight molto importante quando deciderai di lanciare campagne di altro tipo (es. Display, demand gen ecc…) sapendo quali sono i pubblici che avranno una percentuale di successo più alta.
  2. La modalità Targeting, invece, limita la distribuzione degli annunci solo agli utenti che fanno parte dei segmenti selezionati. Ed è qui che le cose si fanno interessanti.

Una volta selezionati i pubblici puoi scegliere tra due modalità di applicazione diverse: Osservazione o Targeting.

Immagina questa situazione: hai un e-commerce di piante e vuoi re-intercettare gli utenti che hanno visitato il tuo sito ma non hanno acquistato.

Una tattica efficace è lanciare una CampagnaSearch con keyword broad come “azalea”, “pianta da appartamento”, “ficus” e applicare il pubblico di remarketing (es. visitatori del sito con esclusione di chi ha acquistato) in modalità targeting.

Caso studio: hai un e-commerce di piante e vuoi re-intercettare gli utenti che hanno visitato il tuo sito ma non hanno acquistato.

Quando hai poco budget e keyword competitive

Facciamo un esempio concreto.

Supponiamo che tu venda impianti fotovoltaici per aziende. Le keyword del settore sono notoriamente costose, la competizione è alta e con un budget contenuto rischi di bruciare tutto in pochi click senza vedere risultati.

In questo caso, puoi adottare un approccio diverso: crei una Campagna Search con keyword più ampie (anche in corrispondenza generica), ma applichi un segmento di pubblico in modalità targeting, come abbiamo visto prima, basato sui segmenti demografici delle aziende.

Google Ads ti permette infatti di targetizzare audience basate su dati demografici dettagliati, incluse caratteristiche legate al mondo business. In questo modo i tuoi annunci vengono mostrati solo a utenti che, oltre a cercare keyword pertinenti, corrispondono al profilo del tuo cliente ideale.

Google Ads ti permette infatti di targettizzare audience basate su dati demografici dettagliati, incluse caratteristiche legate al mondo business. In questo modo i tuoi annunci vengono mostrati solo a utenti che, oltre a cercare keyword pertinenti, corrispondono al profilo del tuo cliente ideale.

Puoi spingerti ancora oltre testando segmenti combinati: mixando un segmento in-market, affinity oppure demografico dettagliato con segmenti “proprietari” (come una lista di iscritti alla newsletter) per targettizzare in modo chirurgico gli utenti.

Puoi spingerti ancora oltre testando segmenti combinati: mixando un segmento in-market, affinity oppure demografico dettagliato con segmenti "proprietari" (come una lista di iscritti alla newsletter) per targettizzare in modo chirurgico gli utenti.

Cosa serve per far funzionare questa strategia

Come ogni tattica, anche questa ha delle condizioni per funzionare al meglio.

Innanzitutto serve un tracciamento delle conversioni impostato correttamente. Senza dati affidabili sulle conversioni, Google Ads non può ottimizzare in modo efficace e tu non puoi valutare i risultati reali della strategia.

Poi servono liste di audience molto popolate.

Per il remarketing, Google richiede un minimo di utenti nella lista per poterla utilizzare nelle Campagne Search (1.000 utenti attivi negli ultimi 30gg). Se hai poco traffico sul sito, potresti dover prima lavorare sulla parte alta del funnel per costruire audience utilizzabili.

Infine, serve pazienza e capacità di analisi. Questa non è una strategia da “imposta e dimentica”. Richiede di monitorare i dati, capire quali combinazioni di keyword e audience funzionano meglio, e ottimizzare di conseguenza.

Un approccio complementare, non sostitutivo

Voglio essere chiaro su un punto: questa strategia non sostituisce le campagne search tradizionali. Le integra.

Se hai budget sufficiente e keyword che convertono bene, continua a presidiarle nel modo classico. Ma se ti trovi in situazioni dove il costo per click è insostenibile o dove vuoi massimizzare il ritorno su audience che già ti conoscono, l’aggiunta del targeting di audience può essere la leva che ti mancava.

È un modo per lavorare in modo più intelligente con le risorse che hai, sfruttando asset che probabilmente stai già raccogliendo ma non stai utilizzando a pieno.

andrea libertone

Scritto da:
Andrea Libertone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© Copyright 2026 © LOOP Agency Loop srl, Piazzale Clodio 22, 00195 Roma (RM) - CF e P.IVA 10041740969 - loopsrl@pecditta.com - RM-1551855
Privacy Policy - Cookie Policy

Powered by Marchetti Design Realizzazione Siti Web