Come cambia Google Ads fra domanda latente e ricerca diretta

4 minuti   Google Ads

By Nicola Sargeni

Come cambia Google Ads fra domanda latente e ricerca diretta

Di cosa parleremo oggi

Quest’anno ho avuto il grande piacere di assistere al Google Marketing Live 2025 a Dublino, dal vivo.

Un evento pazzesco che mi ha permesso di toccare con mano il futuro di Google Ads. Un concentrato di novità, demo reali e visioni strategiche che stanno rivoluzionando il modo in cui utilizziamo le piattaforme pubblicitarie

Quello che voglio raccontarti in questo articolo non è semplicemente un riassunto delle novità emerse, ma un’interpretazione delle stesse, così da darti il mio punto di vista sul prossimo futuro. Cosa aspettarsi e, soprattutto, come farsi trovare preparati a ciò che è – ma soprattutto a ciò che sarà – il ruolo dell’advertiser da qui in avanti.

Nello specifico, tutto ruota attorno a un cambio di paradigma che, sebbene sia già in evoluzione da anni, oggi accelera più che mai, e con il quale Google riesce, probabilmente in maniera definitiva, a scrollarsi di dosso l’appellativo di “canale utile per la sola ricerca consapevole”.

Tra AI, nuovi format video e una customer journey completamente trasformata, quello che emerge è chiaro: il vecchio schema “rete di ricerca/shopping + rete display/demand gen” non basta più.

Non più Search vs Display: benvenuti nel messy middle potenziato dall’AI

Non più Search vs Display: benvenuti nel messy middle potenziato dall’AI

Per anni abbiamo classificato gli utenti in due categorie:

  • Chi cerca attivamente (rete di ricerca/shopping).
  • Chi va intercettato mentre naviga (display/Discovery/Demand Gen/YT).

Oggi sappiamo che questo schema è obsoleto. La journey non è più lineare: è un “messy middle”, dove scoperta, confronto e decisione si mescolano (come racconta Google già dal 2020).

Il punto focale però è che ora Google, grazie all’integrazione sempre più profonda dell’intelligenza artificiale, riesce a intercettare meglio le intenzioni degli utenti e proporre annunci con maggiore rilevanza.

Google ha prima agito sul modificare i risultati di ricerca (con AI Overview prima su Mobile e ora anche su Desktop).
Ora integra soluzioni adv per coprire queste ricerche con nuovi e più efficienti touchpoint.

L’effetto? Una rinnovata fiducia degli inserzionisti nei confronti delle nuove soluzioni Google nel campo dell’advertising, dopo mesi in cui sembrava inseguire le novità portate dai LLM e da altri player tech.

AI ovunque: produzione, analisi, ottimizzazione

AI ovunque: produzione, analisi, ottimizzazione

L’AI è stata la vera protagonista del GML 2025. Non solo per le classiche ottimizzazioni di targeting e bidding, ma in ogni fase:

  • Creazione di contenuti: Google sta investendo massicciamente in strumenti AI per generare immagini, testi e video.
  • AI agent: tool intelligenti che supporteranno gli advertiser anche nell’analisi degli account, aiutandoti a capire cosa funziona e cosa migliorare, senza perdere tempo in report manuali (o almeno, così ce l’hanno raccontata :D).

Pro: velocità, efficienza, più insight.
Contro: servirà ancora più senso critico per validare e dirigere le proposte AI.

YouTube al centro della scena

YouTube al centro della scena

Un altro tema centrale: YouTube non è più solo un canale video, è una leva strategica. Ecco cosa cambia.

Tipi di campagna

Forte focus sulle Demand Gen per YouTube, in particolare le Video Action.

Queste campagne sono sempre più efficienti: tempi di apprendimento ridotti, targeting più preciso, perfetta integrazione con l’AI.

Creatività e produzione

Google spinge su strumenti AI come Veo e Imagen per creare video e immagini in pochi clic. Inoltre, con l’“enhancement” puoi adattare un video orizzontale in formato verticale, perfetto per Shorts e altri placement.

Google spinge su strumenti AI come Veo e Imagen per creare video e immagini in pochi clic. Inoltre, con l'“enhancement” puoi adattare un video orizzontale in formato verticale, perfetto per Shorts e altri placement.

Google spinge su strumenti AI come Veo e Imagen per creare video e immagini in pochi clic. Inoltre, con l'“enhancement” puoi adattare un video orizzontale in formato verticale, perfetto per Shorts e altri placement.

Creator e autenticità

Debutta il Creators Partnership Hub, una piattaforma per trovare creators da coinvolgere nelle campagne.

E Google invita chiaramente a sponsorizzare contenuti direttamente dai canali dei creator, per:

  • Aumentare l’autenticità del messaggio.
  • Aggiungere nuove audience tramite i segmenti di viewers anche organici.

Google con queste novità dimostra empiricamente come il suo impegno sia fortemente orientato a recuperare terreno come piattaforma per l’acquisizione di pubblico top of funnel. E per farlo punta forte su quello che è il suo canale migliore per intercettare la “domanda latente” e per strutturare la riconoscibilità del proprio Brand: Youtube (con dati di utilizzo in costante crescita su US e altre Country).

Power Pack: il nuovo standard Google Ads

Power Pack il nuovo standard Google Ads.

Altro grande annuncio: Power Pack.

Con l’introduzione di AI MAX Google chiude il cerchio. Ora il messy middle è interamente coperto e potenziato dalla AI.

Prima Performance Max, poi Demand Gen, ora con AI MAX ogni touchpoint è AI Boosted.

Il messaggio è forte: Power Pack copre l’intera customer journey, dalla scoperta alla conversione, potenziata dall’AI. Un unico ambiente, massima efficienza. È questa la nuova baseline dell’advertising su Google.

Alla luce di tutto questo, quindi, diventa fondamentale capire che non è più una questione di quale campagna conviene fare fra Search, Shopping, Display, Pmax o Demand Gen. Ciò che dobbiamo realmente chiederci oggi è:

Quale combinazione di strumenti e canali mi permette di accompagnare al meglio il mio utente nel suo percorso “dalla scoperta alla decisione”?

Non c’è più un unico punto d’ingresso. L’utente può scoprire un brand su YouTube Shorts, tornare a informarsi con una ricerca, confrontare su Gmail, e convertire dopo una settimana grazie a un annuncio display.

Google non si limita più a “rispondere” a una domanda: la anticipa, la guida, la accompagna. Ed è qui che si gioca il nuovo vantaggio competitivo.

Google non si limita più a "rispondere" a una domanda: la anticipa, la guida, la accompagna. Ed è qui che si gioca il nuovo vantaggio competitivo.

Conclusione

Il GML 2025 ha mostrato chiaramente che siamo davanti a un nuovo ciclo. Un ciclo in cui l’AI, la creatività video e la capacità di leggere i comportamenti non sono più bonus, ma standard.

Per chi fa advertising, è il momento di sperimentare, unire i puntini e adottare una visione sempre più integrata e strategica.

Insomma, è una splendida occasione per fare sempre meglio il nostro lavoro, che alla fine risponde ad una semplice ma non banale esigenza: facilitare l’incontro fra domanda e offerta.

Spero che questi spunti e riflessioni ti siano utili e ti facciano riflettere.

Ti ringrazio per essere arrivato/a fino a qui e ricorda che se hai dubbi o domande rispondo sempre con piacere qui o sul mio profilo Linkedin.

Scritto da:
Nicola Sargeni

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