I 5 KPI che ogni imprenditore dovrebbe monitorare su Google

4 minuti   Google Ads

By Antonio Pratola

I 5 KPI che ogni imprenditore dovrebbe monitorare su Google

Di cosa parleremo oggi

Google Ads rappresenta una piattaforma potentissima per le aziende che desiderano ampliare il proprio pubblico e generare conversioni. Tuttavia, per sfruttare appieno il suo potenziale, è fondamentale monitorare i giusti KPI (Key Performance Indicator) visto che molti di essi sono “nascosti” per un neofita.

In questo articolo, approfondiremo i 5 KPI cruciali per il successo su Google Ads che spesso non ricevono la giusta attenzione, andando oltre la semplice definizione e fornendo strategie concrete per ottimizzarli.

Costo per conversione (per ora di conv.)

Il Costo per conversione (CPA) per ora di conv. rappresenta un KPI estremamente utile per valutare l’efficacia delle campagne in relazione alla finestra temporale che si vuole analizzare.

Una campagna di default tiene conto della finestra di conversione impostata a livello di account.

Una campagna di default tiene conto della finestra di conversione impostata a livello di account.

Questo vuol dire che se, ad esempio, impostassimo come Attribuzione un modello Primo click con finestra Clickthrough a 30 giorni, potremmo trovarci in una situazione di questo tipo:

  1. Un utente ha cliccato su un annuncio 20 giorni fa.
  2. Torna sul sito e completa la conversione.
  3. Google attribuirà la conversione a 20 giorni antecedenti a quello corrente.

Se invece andassimo ad analizzare la colonna Conversioni (per ora di conv.) avremmo un risultato diverso. In questo caso, Google ci indicherà in quel dato giorno quante conversioni siano realmente avvenute. Spesso si confonde questa funzione con le late attribution.

Per avere un’idea di quanto questa differenza sia netta, analizziamo i due dati messi a paragone per un cliente che genera un’alta quantità di conversioni giornaliere.

Analizziamo i due dati messi a paragone per un cliente che genera un’alta quantità di conversioni giornaliere.

La differenza su una finestra temporale di 30 giorni è di circa il 20%, motivo per cui bisogna analizzare entrambi i dati per prendere decisioni giuste nell’ottimizzare l’account.

New Customer Acquisition Cost (NCAC)

Il NCAC rappresenta il costo medio per acquisizione di un nuovo cliente. Si calcola dividendo il costo totale della campagna per il numero di nuovi clienti acquisiti.

Un NCAC basso indica un’acquisizione efficiente dei clienti, con un buon ritorno sull’investimento (ROI). Questo KPI è particolarmente importante per le aziende che hanno un ciclo di vita del cliente lungo o che si basano su modelli di business basati su abbonamenti.

Tramite Google Tag Manager è possibile definire su Google Ads se un utente è la prima volta che acquista e ottenere il dato in piattaforma di questo tipo.

Tramite Google Tag Manager è possibile definire su Google Ads se un utente è la prima volta che acquista.

Strategie per ottimizzare l’NCAC:

  • Focus sul Customer Lifetime Value (CLV): comprendere il CLV permette di definire un budget di acquisizione clienti adeguato e di valutare l’efficacia delle campagne in relazione al valore che i clienti apportano nel tempo.
  • Implementazione di strategie di fidelizzazione clienti: fidelizzare i clienti esistenti può ridurre il costo di acquisizione di nuovi clienti minimo per rendere sostenibile un aumento di budget. Programmi fedeltà, sconti esclusivi e contenuti personalizzati possono incentivare la fidelizzazione.
  • Monitoraggio del churn rate: monitorare il tasso di abbandono dei clienti permette di identificare eventuali problemi e di implementare strategie per ridurre la perdita di clienti, migliorando l’NCAC target.

Quota impression

La quota impression per le campagne Search rappresenta la percentuale di impressioni totali per le parole chiave bersagliate che le tue campagne ricevono rispetto al numero totale di impressioni disponibili. Indica la visibilità delle tue campagne all’interno del mercato.

Un’alta quota impression indica che le tue campagne stanno raggiungendo un ampio pubblico e che hai una buona visibilità per le parole chiave prescelte. Aumentare la quota impression può essere utile per acquisire quote di mercato e generare più conversioni. Questo valore permette inoltre di capire la scalabilità delle campagne. Una QI bassa su una campagna che converte bene ci indica una propensione positiva all’aumento del budget.

Una QI bassa su una campagna che converte bene ci indica una propensione positiva all’aumento del budget.

In questo caso, analizzando il budget speso, la QI e la QI parte sup. assoluta possiamo fare un forecast di spesa per aumentare il budget in maniera intelligente tenendo conto di quanto al momento siamo presenti nel mercato di quelle keyword per cui vogliamo biddare.

Punteggio di qualità (come migliorarlo)

Il punteggio di qualità rappresenta una valutazione da 1 a 10 assegnata a ciascun annuncio Google Ads. Si basa su una serie di fattori, tra cui la pertinenza dell’annuncio, il tasso di clic (CTR), la landing page experience e l’historial dell’account. Un punteggio di qualità alto può portare a un CPC più basso e a una posizione migliore dell’annuncio.

Strategie per migliorare il punteggio di qualità:

  • Creare annunci pertinenti e accattivanti: utilizzare parole chiave pertinenti nel testo dell’annuncio e creare un messaggio chiaro e conciso che risuoni con il pubblico di destinazione.
  • Ottimizzare le landing page: creare landing page ad alta conversione, ottimizzate per i dispositivi mobili e con un design chiaro e intuitivo che offra agli utenti un’esperienza coerente con l’annuncio.
  • Monitorare il CTR e le metriche di landing page: monitorare il CTR e le metriche di landing page come il tempo medio sul sito e il tasso di abbandono può aiutare a identificare aree di miglioramento per aumentare la pertinenza e la conversion rate. Utilizzare strumenti come Hotjar o similari è fondamentale per capire se ci sono colli di bottiglia sul sito.

ROAS per conv Time (Return On Ad Spend)

Il ROAS rappresenta il ritorno sull’investimento pubblicitario, ovvero il rapporto tra il guadagno generato dalle campagne e il costo totale della spesa pubblicitaria. Si calcola dividendo il ricavo totale generato dalle campagne per il costo totale della spesa.

Un ROAS elevato indica che le campagne stanno generando un profitto significativo rispetto all’investimento pubblicitario. Questo KPI è fondamentale per valutare l’efficacia complessiva delle campagne e il loro contributo agli obiettivi aziendali.

Il ROAS per conv Time ci permette di avere un roas più preciso analizzando quella data finestra temporale. Non è un attributo standard ma va inserito come attributo custom nelle colonne. Questa è la formula.

Il ROAS per conv Time ci permette di avere un roas più preciso analizzando quella data finestra temporale. Non è un attributo standard ma va inserito come attributo custom nelle colonne. Questa è la formula.

Lo stesso vale se abbiamo bisogno di monitorare il CPA per conversion Time.

Il ROAS per conv Time ci permette di avere un roas più preciso analizzando quella data finestra temporale. Non è un attributo standard ma va inserito come attributo custom nelle colonne. Questa è la formula.

Monitorare e ottimizzare i 5 KPI chiave è fondamentale

Monitorare e ottimizzare i 5 KPI chiave presentati in questo articolo è fondamentale per il successo di qualsiasi campagna Google Ads. Questi KPI forniscono informazioni preziose sull’efficacia delle campagne, permettendo di identificare aree di miglioramento e di ottimizzare le strategie per raggiungere gli obiettivi aziendali.

Il successo su Google Ads richiede un impegno continuo e un’analisi costante dei dati. Monitorando regolarmente i KPI e apportando le necessarie modifiche alle campagne, è possbile massimizzare il ROI e raggiungere gli obiettivi di marketing prefissati.

Scritto da:
Antonio Pratola

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