Le tue Google Ads non performano? 5 cose da fare subito!

7 minuti   Google Ads

Le tue Google Ads non performano? 5 cose da fare subito!

Perché una campagna Google ADS non funziona?
Esistono varie motivazioni per cui una campagna PPC potrebbe non dare i risultati sperati.

In questo articolo vediamo cinque passi per fare un’analisi ed individuare quali potrebbero essere i motivi di una campagna non performante.

Perché le mie campagne Google Ads non performano?”, “Google Ads non funziona è solo un modo per buttare via soldi”, “Google Ads costa troppo”.

Capita anche a te?

Queste sono solo alcune delle domande e contestazioni che mi sono spesso sentita rivolgere da imprenditori e commercianti con cui mi sono interfacciata all’inizio di una collaborazione.

Possono esserci diversi motivi, come anticipato, per i quali una campagna PPC potrebbe non “funzionare”.
Vediamo insieme i 5 step per analizzare le tue campagne Google!

Verifichiamo che a livello puramente tecnico la campagna non abbia qualche errore dovuto alla distrazione o alla poca dimestichezza con la piattaforma

Se una campagna non performa come vorremmo, la primissima cosa che possiamo fare è verificare la presenza di errori semplici e di base.

  • Verifichiamo l’intervallo di date su cui sono impostate le statistiche del tuo account (sì, a volte è proprio una sciocchezza, ma capita). Controlliamo, il menu a discesa della data in alto a destra e assicuriamoci di averla impostata sulla data o sull’intervallo di tempo corretto.
Se una campagna Google Ads non performa come vorremmo, la primissima cosa che possiamo fare è verificare la presenza di errori semplici e di base.
  • Successivamente, controlliamo le impostazioni della pianificazione annunci e assicuriamoci che gli annunci vengano pubblicati nei giorni e negli orari corretti.
  • Controlliamo che gli annunci siano approvati e non limitati. Troppo spesso Google blocca gli annunci con diverse motivazioni: destinazioni non funzionanti (se l’url impostato non è corretto), violazione delle norme pubblicitarie di Google (qui le pagine relative alle norme redazionali Google) anche se spesso si rivelano errori che si possono risolvere contattando, non senza difficoltà l’assistenza Google.
  • Assicuriamoci che il budget ed i metodi di pagamento siano adeguati. Troppo spesso ricevo richieste di aiuto per campagne con budget pressoché ridicoli (si, mi è stato chiesto perché una campagna search, non brand, con budget 1 € localizzata sul Piemonte non funzionasse). Il budget giornaliero deve essere adeguato specialmente se vogliamo sfruttare le strategie di offerta SMART che Google propone e che sta giorno per giorno implementando e migliorando. La piattaforma consente anche di verificare la quota impression persa per budget, per poter capire quante impression stiamo effettivamente perdendo per un inadeguatezza del budget, e quante per una scarsa qualità della campagna in sé.
  • Un altro problema che spessissimo riscontro sono i metodi di pagamento. No, le carte prepagate non vengono accettate da Google. Ci sono unicamente 2 metodi di pagamento: Conto corrente Bancario e Carta di Credito Classica. Fine.
    Le carte di credito prepagate con Iban ogni tanto vengono accettate dal sistema se vengono inserite come conto corrente con l’iban. Ma se sarete tra i pochi fortunati a cui verrà accettata la verifica del conto, sappiate che Google potrebbe accorgersene in qualsiasi momento e bloccarvi il pagamento magari con delle campagne performanti in atto.
  • Un’altra verifica tecnica semplice e veloce da fare subito è controllare che non ci siano problemi di keywords negative in conflitto che potrebbero bloccare l’attivazione dei nostri annunci.
  • Valutiamo le corrispondenze delle keywords. Capire come funzionano le corrispondenze in Google Ads è un passo fondamentale per impostare campagne performanti. Poche chiavi in corrispondenza esatta, che registrano poche ricerche, potrebbero bloccare la campagna per mancanza di traffico, al contrario, troppe chiavi in corrispondenza generica potrebbero portare troppo traffico di scarsa qualità disperdendo il budget inutilmente.
  • Valutiamo se la strategia di bidding in atto sia quella più adatta alla nostra campagna. Una strategia errata o lo smart bidding attivato senza una discreta mole di dati a supporto possono avere conseguenze negative sulle performance delle nostre campagne.
  • Guardiamo sempre quello che fanno gli altri. Copiare? No, non dobbiamo copiare i nostri competitors, ma controllare quello che stanno facendo a livello di advertising online attraverso la sezione “informazioni aste” ci permette di capire se stanno entrando nelle aste nuovi competitors o se quelli attuali stanno aumentando i loro budget acquistando maggiore quote impression, che, se non corriamo ai ripari, inevitabilmente perderanno le nostre campagne.

Vuoi migliorare i risultati delle tue Google Ads?

Controlliamo e verifichiamo che le conversioni siano correttamente tracciate ed importate

Gestire un campagna di digital advertising, che sia Google Ads, Facebook Ads o qualsiasi altra piattaforma, con gli obiettivi tracciati male o addirittura non tracciati è come camminare con una benda sugli occhi. Andiamo alla cieca.

Quindi indispensabile è controllare che le azioni di conversione siano attive e funzionanti per poter avere una buona mole di dati da analizzare e soprattutto per fornire preziosi dati e segnali all’algoritmo di Google.

Come lo verifico?

Nella sezione strumenti > misurazione > conversioni.
In questa pagina sono elencate tutte le azioni di conversione impostate direttamente da Google Ads (tramite uno snippet di codice da inserire nel sito web) o importate ( cosa che personalmente consiglio in quanto permette di avere molti più dati a disposizione) da Google Analytics.

Nella colonna “stato del monitoraggio” verifichiamo se l’account è in grado di monitorare la conversione per un’azione specifica e si basa sui dati degli ultimi sette giorni, mentre, la colonna “includi in conversioni”, ci fa capire se i dati relativi a questa azione di conversione vengono inclusi nelle conversioni conteggiate da Google Ads.

Perché una campagna sia correttamente ottimizzata, e l’algoritmo raccolga le informazioni corrette, è consigliabile includere in conversioni solo l’azione di conversione finale dell’utente (ad esempio acquisto se si tratta di un ecommerce, invio del form o telefonata se si tratta di lead generation). È sconsigliabile includere in conversioni anche le micro conversioni che compie l’utente nel suo processo di acquisto, in quanto l’algoritmo ottimizzerebbe le campagne sulle micro conversioni anziché sulla conversione che a noi interessa davvero.

Successivamente per verificare i tracciamenti importati da Analytics possiamo accedere al sito, compiere alcune azioni, e verificarne l’avvenuto tracciamento attraverso la sezione “in tempo reale” > ”eventi” (o “conversioni”) in Analytics.

Verifichiamo che non ci siano problemi e attriti nel customer journey del nostro potenziale cliente

Qual è il comportamento del nostro utente dal momento in cui non è consapevole di avere un problema momento in cui inizia a considerare le varie soluzioni e poi effettua la scelta?
Capire questo consente di comprendere se le nostre campagne sono in linea con gli obiettivi che dobbiamo perseguire. Ogni tipologia di campagna ha delle peculiarità specifiche che meglio si adattano ai diversi obiettivi.

Se le campagne non performano, potrebbe essere utile fare un passo indietro e analizzare tutta la strategia e le corrette campagne da mettere in campo.

Analizzeremo poi il percorso di conversione dell’utente, oltre che dal punto di vista strategico, anche dal punto di vista tecnico. Verifichiamo che una volta fatto atterrare l’utente nel nostro sito web (o sulla landing page) non ci siano frizioni in termini di ux/ui o in termini di malfunzionamenti tecnici sul sito web.

Una veloce analisi sulla usability e su eventuali drop off nei diversi step del processo di acquisto può rivelare problematiche importanti che si riflettono sulle campagne.

Un sito lento, malfunzionante, poco intuitivo o un processo di check out troppo lungo e complicato sono elementi che disperdono il traffico acquisito e non permettono all’utente di completare l’obiettivo. Rendendo inutili le nostre campagne.

Valutiamo se ci stiamo rivolgendo al target corretto

Chi è il nostro cliente ideale? Esiste un’analisi del target?

Se non sappiamo con chi stiamo parlando molto probabilmente staremo usando un linguaggio troppo generico e neutro, oppure addirittura errato.

Sapere con precisione a chi dobbiamo comunicare il nostro messaggio, ci permette di comunicarlo nel migliore dei modi.

Per questo è essenziale delineare, più o meno precisamente, una o più buyer personas a cui dovremo deliverare i nostri annunci.

Per segmentare le persone dobbiamo, non solo basarci su dati demografici, ma è necessario ricorrere anche alle loro caratteristiche geografiche, psicografiche e, soprattutto, comportamentali.

Nel web esistono numerosi tool che aiutano a definire le buyer personas.

  • Hubspot:  Make my personas
  • Digital Marketers: Customer Avatar

Valutiamo la strategia di marketing nel complesso valutando il business specifico ed il mercato di riferimento

Uno degli errori più comuni che si possono commettere nel digital advertising è quello di non considerarlo una parte di un sistema più grande. Il sistema digital marketing infatti si compone di diverse attività che devono essere svolte in maniera coordinata e pertinente seguendo una specifica strategia. Ma non basta. La strategia di digital marketing stessa non è un’entità a sé, ma fa parte di quella che è la strategia di marketing e di business dell’azienda.

Quindi innanzitutto avremo bisogno di fare un’analisi di quello che è il business dell’azienda, cosa vuole comunicare e se il canale di advertising utilizzato possa davvero essere utile per la strategia di marketing.

Individuiamo qual è la value proposition del nostro prodotto/servizio, qual è la promessa che l’azienda fa i suoi potenziali clienti.

Successivamente dobbiamo definire in una maniera chiara perché l’utente dovrebbe scegliere il nostro prodotto piuttosto che lo stesso di un competitor. Quindi qual è il nostro posizionamento rispetto ai nostri competitor.

Da qui dobbiamo capire innanzitutto se Google Ads sia o meno il canale adatto per il tipo di business di cui ci stiamo occupando, e se le campagne in atto presentano il prodotto in maniera adeguato posizionandolo nella mente dell’utente in maniera pertinente con la mission e la vision dell’azienda.

Conclusione

Una Campagna Google Ads non è la panacea per tutti i mali, ma sicuramente può essere un ottimo alleato del tuo business, se creata con criterio e nel giusto contesto.

Ma al giorno d’oggi il mondo del digital advertising è sempre più complesso, sia dal lato puramente tecnico, che dal lato strategico.

Esiste un detto tra i professionisti che rende estremamente bene l’idea del rischio che si corre improvvisandosi con questi strumenti: “Se pensi che un professionista ti costerà troppo, non hai idea di quanto ti costerà un dilettante”.

Scritto da:
Giulia Voltolina

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