
Imprenditore, stai sprecando budget su Google Ads?
Di cosa parleremo oggi
Ogni imprenditore che investe in Google Ads vuole risultati concreti e vuole essere in controllo della performance e della gestione delle campagne, anche se nella maggior parte dei casi non se occupa direttamente.
Può essere che le campagne Google Ads dell’azienda vengano affidate a un’agenzia esterna, a un freelance o a un team interno. In ogni caso è importante che l’imprenditore abbia una conoscenza base della piattaforma, delle KPI principali e sia in grado di fare le domande giuste a chi si occupa delle campagne così da comprendere se la performance sta andando bene, o se si sta sprecando budget.
Ecco una guida pratica, pensata proprio per gli imprenditori, per verificare se ci sono sprechi di budget su Google Ads.
Controlla il costo per click (CPC)
Il CPC è il costo che paghi ogni volta che qualcuno clicca sul tuo annuncio. Se il CPC è troppo alto, rischi di sprecare budget senza ritorni soddisfacenti.
Un CPC molto alto può indicare:
- Mancata ottimizzazione delle campagne: stanno spendendo troppo perché non viene fatta un’ottimizzazione costante.
- Alta concorrenza: i costi sono alti spesso se tanti inserzionisti vogliono far comparire i propri annunci per le stesse parole chiave. Questo è un punto fondamentale da comprendere e anche da gestire per cercare di contenere i costi, sempre attraverso attività costanti di ottimizzazione.
- Scelta sbagliata delle parole chiave o della corrispondenza: se i costi sono davvero troppo alti rispetto alla media (dati che si possono trovare tramite una keyword research) il problema può essere di scelta delle parole chiave o di utilizzo della corrispondenza ad esempio a frase o esatta che spesso aumentano di molto i costi per clic. Chiedi sempre al gestore delle campagne, nel caso, il senso di questa scelta rispetto alla corrispondenza generica.
Dove trovi questo dato?
- Accedi al tuo account Google Ads.
- Vai alla scheda “Campagne”.
- Troverai il CPC medio direttamente nella tabella riassuntiva della campagna, oppure puoi consultarlo a livello di gruppo di annunci o di singola parola chiave.
Se noti CPC elevati, chiedi al tuo advertiser cosa ne pensa e se sta già facendo o programmando delle attività di ottimizzazione per abbassarlo.
Ricordati anche di chiedere il dato del CPC in vari periodi e segmentato a livello mensile per valutare assieme all’advertiser eventuali variazioni in base a stagionalità o altro.
Valuta il punteggio di qualità (Quality Score)
Google valuta la qualità e pertinenza dei tuoi annunci con un punteggio da 1 a 10. Più è basso questo punteggio, più sarai meno competitivo nelle aste Google e tenderai a pagare maggiormente ogni clic, ottenendo scarsi risultati.
Dove trovi questo dato?
- Entra nel tuo account Google Ads.
- Entra all’interno di una campagna su Rete di Ricerca.
- Vai su “Parole chiave” nel menu laterale.
- Aggiungi la colonna “Punteggio di qualità” (cliccando sull’icona “Colonne” in alto a destra e selezionando “Punteggio di qualità”).
- Per avere ancora più dettagli sulla performance in termini di punteggio di qualità, inserisci anche le colonne “CTR previsto”, “Esp. pag. destin.” (esperienza pagina di destinazione) e “Pertinenza degli annunci”.
Se vedi molti punteggi sotto il 6, questo può essere un segnale di allarme. Chiedi al tuo advertiser come sta ottimizzando annunci e landing page per migliorarli, questa ottimizzazione inciderà anche sul CPC medio.
Verifica il tracciamento delle conversioni
Senza un tracciamento preciso e rigoroso non puoi sapere quali annunci portano effettivamente vendite o contatti utili. Non tracciare correttamente le conversioni è il modo più veloce per sprecare budget, per questo motivo è molto importante che le impostazioni di tracking vengano gestite al meglio.
Dove trovi questo dato?
- Nel tuo account Google Ads, vai alla voce “Conversioni” dal menu a sinistra (Obiettivi > Conversioni > Riepilogo).
- Qui puoi controllare se le conversioni (vendite, richieste di contatto, ecc.) vengono tracciate correttamente.
- Controlla anche se le conversioni (specialmente e-commerce) tracciano anche il valore del transato.
- All’interno delle campagne, controlla la colonna “Conversioni” per vedere se le campagne stanno concretamente contribuendo a generare vendite/contatti.
Se non trovi dati sulle conversioni o se i numeri ti sembrano non coerenti (ad es. noti pochissime conversioni o tantissime rispetto alle vendite effettive del tuo e-commerce), chiedi subito al tuo advertiser di verificare il tracciamento o di mostrarti come ha impostato questa funzione.
In alcuni casi, può essere indispensabile far intervenire una figura specializzata che sia in grado di analizzare la situazione attuale e adottare le azioni indispensabili per migliorare il tracciamento.
Grazie ai dati di valore delle conversioni (valido soprattutto per gli acquisti e-commerce, ma anche per i lead se viene impostato un valore) potrai calcolare anche il ROAS delle campagne. Ti basterà controllare la colonna “Valore conv./costo” per comprendere il ritorno sull’investimento di ciascuna campagna o dell’interno account.
Quota Impression (Impression Share)
La quota impression indica quanto spesso i tuoi annunci vengono mostrati rispetto al totale delle volte in cui potrebbero apparire. Una quota impression bassa significa che stai perdendo opportunità.
Dove trovi questo dato?
- Vai nella scheda “Campagne” o “Parole chiave“.
- Aggiungi la colonna “Quota Impression” cliccando su “Colonne” in alto a destra.
Da qui potrai vedere la quota impression aggregata per campagna o per singola parola chiave. Se invece vuoi vedere i dati completi delle aste e dei competitor per le tue stesse parole chiave, ti basterà andare su Approfondimenti e Report > Informazioni aste.
Questo dato è molto utile anche per comprendere se il budget allocato è sufficiente e adeguato. Se infatti vediamo una QI (quota impression) molto bassa, o tanti competitor sopra di noi, significa che molto probabilmente la campagna non è incisiva per quelle parole chiave e può essere che il budget non sia adeguato.
Questo dato, assieme a quello del punteggio di qualità, può farti capire se il grosso del lavoro è da fare sull’ottimizzazione (punteggi di qualità bassi, CPC troppo elevati) o se occorre aumentare il budget (punteggi ottimi, ma QI troppo bassa).
Osservazioni finali
Controllando questi semplici indicatori, potrai discutere con sicurezza con il tuo advertiser o con l’agenzia che ha in gestione le campagne Google Ads e chiedere spiegazioni precise per assicurarti che le tue campagne stiano davvero contribuendo al successo della tua azienda.
Non sottovalutare questi indicatori e la possibilità di controllarli autonomamente, questo ti permetterà di evitare importanti sprechi di budget e di contribuire a far sì che Google Ads diventi uno strumento di crescita per la tua azienda.







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