Come riscaldare un nuovo dominio email

4 minuti   Marketing Automation

By Simone Magazzù

Come riscaldare un nuovo dominio email

Di cosa parleremo oggi

Se hai appena impostato un nuovo dominio email per la tua attività o progetto personale, è essenziale che tu lo “riscaldi” correttamente per garantire che le tue email vengano consegnate nella casella di posta invece che finire nello spam. 

In questo articolo, ti guiderò attraverso una strategia pratica passo dopo passo per riscaldare il tuo nuovo dominio email, aumentando la reputazione del tuo dominio e migliorando la deliverability delle tue email. 

Strategia pratica per dimostrare di essere sender di qualità

Se hai appena impostato un nuovo dominio di invio (dedicated sending domain), adesso è importante dimostrare agli email service provider che sei un sender di qualità e non uno spammer, creando quindi una reputazione affidabile fin da subito.

Ma serve davvero una strategia?

Assolutamente sì. Senza una strategia, rischiamo di inviare più email del dovuto a segmenti poco attivi, rendendo meno efficace e più complessa la fase di “warm up” del dominio.

Riscaldare un nuovo dominio email è un’operazione che richiede quindi strategia e un po’ di pazienza. Vediamo come procedere.

Prima di tutto, definiamo degli obiettivi.

Nel processo di riscaldamento è importante tenere presente determinati parametri che sono presenti nella tabella qui sotto. Ovviamente non vanno presi alla lettera, ma personalmente li reputo utili come linea guida da seguire.

Parametri che ci aiutano a costruire una reputazione solida e vincente

L’obiettivo è avvicinarci al “Great” il più possibile, dimostrando quindi che le nostre comunicazioni sono apprezzate dagli utenti che le ricevono.

  • Aperture uniche (UOR): 25% o più;
  • Click unici (UCR): 2.5 o più;
  • Tasso di rimbalzo (bounce rate): meno dello 0.4%;
  • Tasso di disiscrizione (unsubscribe rate): meno dello 0.2%;
  • Tasso di SPAM: meno dello 0.05%.

Ci sono anche altri parametri che ci aiutano a costruire una reputazione solida e vincente, ma in linea generale questi nella tabella sono già i primi dati utili a cui fare attenzione.

Ma nel concreto, qual è la strategia da seguire adesso?

Partiamo dai flussi email e vediamo step by step cosa è utile fare per riscaldare un nuovo dominio di invio.

Identifica le email nei tuoi flussi che hanno un basso engagement e sospendile

Tipicamente, i flussi email hanno dei tassi di engagement molto più alti rispetto alle DEM o alle campagne mail. Questo perché sono estremamente pertinenti alle azioni che ha compiuto l’utente nell’ultimo periodo e, di conseguenza, sono ottimi per inviare segnali positivi (creare una reputazione).

Per esempio quando impostiamo un nuovo dominio di invio per business “in partenza”, nel periodo di warm up facciamo in modo che la maggior parte delle email inviate siano automatizzate piuttosto che campagne email. Ovviamente non è una strada percorribile da brand con un piano editoriale molto fitto, ma a livello teorico, sarebbe la strada più semplice.

Potremmo però avere anche dei flussi che non performano a dovere, quindi è importante identificare le mail che non sono efficaci e sospenderle.

In alternativa, potremmo aggiungere mail che pensiamo possano performare meglio.

Un esempio potrebbe essere aggiungere una mail aggiuntiva ad un flusso di carrello abbandonato o di abbandono check out che sta performando molto bene. Questa mail avrà probabilmente un engagement molto alto.

Crea i seguenti pubblici: engaged 30 – 60 – 90 – 120 giorni

Per riscaldare un nuovo dominio email, nella fase di warm-up, è utile impostare questi 4 segmenti engaged: 30 – 60 – 90 – 120 giorni.

Ovviamente “L’engaged” non è uguale per tutti. Il criterio con cui impostarlo dipende molto da dati, frequenza di invio ecc quindi cerca di definirlo al meglio partendo dai tuoi dati. L’idea è di avere segmenti abbastanza grandi da poter comunque portare buon traffico da email ma non troppo grandi da generare risultati di engagement al di sotto delle aspettative.

Potrebbe essere l’apertura dell’ultima mail inviata, o il click all’interno della mail negli ultimi 30 – 60 – 90 – 120 giorni.

Riscaldare un nuovo dominio email: crea i pubblici engaged 30 - 60 - 90 - 120 giorni

Imposta un piano editoriale che contenga mail ad alto engagement

A questo punto è importante creare un piano editoriale che contenga mail ad alto engagement, come ad esempio tutte quelle mail “innocue”, di content.

Come i listicle per esempio: potrebbero essere “3 consigli per…”, “4 cose che devi sapere su…”, “6 azioni che potresti fare per…”. Tipologie di email con cui gli utenti interagiscono e che stimolano interesse.

Anche le promo potrebbero essere mail ad alto engagement, ma il problema è che un utente non interessato all’acquisto sicuramente non aprirà quella mail.

Inizia inviando solo al segmento 30 giorni engaged, allargando l’audience solo se i risultati di engagement sono buoni

Cominciamo quindi ad inviare le mail al segmento engaged 30 giorni, verifichiamo i dati, e se vediamo che i risultati sono buoni (facendo riferimento alla tabella), allarghiamo al segmento engaged 60 giorni.

Lavoriamo su questo argomento finché non otteniamo dei risultati buoni: appena abbiamo risultati ottimali anche qui, andiamo a lavorare sul segmento engaged 90 giorni e poi a 120 giorni. 

Quando il segmento engaged 120 giorni ha ottimi risultati, puoi considerare il nuovo dominio email scaldato

Ottenere buoni risultati nel segmento engaged 120 giorni ci comunica che il nuovo dominio email è scaldato, cioè che la probabilità di avere problemi lato deliverability è bassa.

Le nostre mail quindi stanno atterrando correttamente nelle caselle di posta e una buona porzione del nostro pubblico è interessata effettivamente alle nostre mail. Siamo quindi sender di qualità!

Strumenti che ci aiutano a riscaldare un nuovo dominio email

Vediamo ora degli strumenti che possono aiutarci molto in questa fase.

Double opt-in

Ci permette di filtrare tutti quegli utenti che in realtà non vogliono interagire con noi. Ad esempio quegli utenti che ci hanno lasciato il loro contatto ma non sono interessati.

Se quindi la prima mail del flusso di benvenuto ha un tasso di apertura inferiore al 50-55%, è bene inserire questo parametro.

Email in plain text 

Le mail in plain text sono un’ottima soluzione per ottenere un engagement rate alto. Creare un mail in cui l’utente interagisce e ci “gioca” dimostra agli inbox provider che siamo dei sender di qualità.

Email di recupero

Le email di recupero sono di solito quelle che hanno il tasso di engagement più alto. Utilizzare touch point non utilizzati è la chiave per riscaldare un nuovo dominio email.

Conclusione

Questa è la strategia che mettiamo in pratica con i nostri clienti per riscaldare un nuovo dominio di invio e, per ora, ha funzionato sempre bene. Trovi tutto riassunto in questo mio video su YouTube.

Per tutta la parte tecnica invece ti consiglio di leggere la guida.

Creare e riscaldare un nuovo dominio email richiede almeno 20 giorni di tempo, inizia subito!

Ci vediamo nei commenti se hai domande.

Scritto da:
Simone Magazzù

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© Copyright 2024 © LOOP Agency Loop srl, Piazzale Clodio 22, 00195 Roma (RM) - CF e P.IVA 10041740969 - loopsrl@pecditta.com - RM-1551855
Privacy Policy - Cookie Policy

Powered by MarchettiDesign