Novità nel monitoraggio web: il nuovo Google Tag

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By Enrico Chiolo

Novità nel monitoraggio web: il nuovo Google Tag

Di cosa parleremo oggi

Negli ultimi tempi, hai forse notato come Google stia semplificando al massimo i processi per quanto riguarda la parte di Advertising. Questa mossa ha molto senso, se ci pensi, perché l’azienda cerca di attrarre un numero sempre maggiore di persone al suo sistema pubblicitario.

Questa semplificazione non poteva, tuttavia, non passare anche attraverso un miglioramento e un consolidamento dei sistemi di tagging. Consolidamento che è iniziato già con l’introduzione della libreria gtag.js, che ha permesso di utilizzare un’unica libreria per l’inoltro di eventi a Google ADS, Google Analytics e altri servizi.

A detta di Google, però, questa semplificazione non è stata sufficiente e questo ha costretto l’azienda a fare un ulteriore passo in avanti, introducendo il nuovo Google Tag. È un cambiamento che purtroppo è passato un po’ inosservato e del quale si è parlato troppo poco, a mio parere.

Per questo motivo, ho pensato di condividere alcune mie riflessioni a tal proposito, sperando che ti possano essere utili.

Cos’è il nuovo Google Tag?

Capire che cos’è il nuovo Google Tag introdotto da Google può non essere semplicissimo, soprattutto se non si ha troppa esperienza con i sistemi di Tagging di Big G.

Il nuovo Google Tag è essenzialmente una piattaforma unificata di Tagging introdotta da Google proprio per consolidare i suoi sistemi di tracciamento tra tutte le sue proprietà.

Si tratta di un singolo tag che una volta aggiunto al nostro sito web ci consente di utilizzare tutta una serie di prodotti e servizi Google, ad esempio, Google Ads, Google Analytics, Campaign Manager, Display & Video 360 e Search Ads 360, collegandoli tra loro tramite un solo tag.

Anziché gestire più tag per diversi servizi, tramite il nuovo Google Tag possiamo limitarci ad utilizzare un solo tag coprendo più servizi tramite l’utilizzo di questo nuovo sistema.

Ora, in questo momento potresti chiaramente avere le idee un po’ confuse, anche perché il passaggio al nuovo Google Tag avvenuto a settembre è passato un po’ in sordina, in quanto soprattutto nelle implementazioni con GTM non ha richiesto particolari modifiche.

Quello che probabilmente hai notato è che è sparito il tag di configurazione di GA4 sostituito da un nuovo tag in piattaforma, ovvero il “Tag Google”.

Impatti sui processi di configurazione

Tra pochi paragrafi entreremo nel vivo di quelli che sono i principali vantaggi di utilizzo del nuovo Google Tag. Per ora, lascia che ti spieghi al volo qual è l’impatto di questa nuova implementazione. Anche perché, come detto sopra, il passaggio al nuovo Google Tag è passato un po’ in sordina.

Di default, ogni volta che creiamo un nuovo stream di GA4 o un Pixel di Google ADS, viene generato un corrispondente Tag di Google associato. In questo contesto, lo stream di GA4 o il Pixel di Google ADS vengono chiamati “destinazioni”.

La situazione iniziale è quella che possiamo vedere nell’immagine qui sotto.

Ogni volta che creiamo un nuovo stream di GA4 o un Pixel di Google ADS, viene generato un corrispondente Tag di Google associato. Esempio.

Abbiamo una destinazione (lo stream di GA4 o il Pixel di Google ADS) ed un corrispondente Tag Google che punta a quella destinazione. In questo scenario, il Tag di Google non apporta grossi benefici rispetto alla precedente configurazione, tuttavia, anche così ci vengono incontro alcune funzionalità interessanti che esploreremo a breve.

La cosa veramente interessante del nuovo Google Tag è che ci consente di associare più destinazioni a un singolo tag. Una volta che le destinazioni vengono associate al tag di Google, queste condivideranno le configurazioni e amplieranno la loro portata.

Immaginiamo di combinare Google Analytics con Google ADS: in questo scenario, non è necessario che entrambi i tag vengano installati in tutte le pagine del nostro sito.

Grazie al nuovo Google Tag, infatti, basta che solo una delle destinazioni risulti presente affinché anche l’altra benefici della portata. Questo è particolarmente utile in tali contesti aziendali un po’ caotici in cui risultano presenti diverse proprietà e sottodomini. In tali contesti, unire i vari tag ci assicura una copertura completa.

Ma il Tag Coverage non è l’unico beneficio derivante dal nuovo Tag Google. Come vedremo, questo nuovo sistema di Tagging porta con sé alcune impostazioni particolarmente interessanti. Ma andiamo con ordine.

Il nuovo Tag su GTM

Il passaggio al nuovo Google Tag su GTM si è svolto senza difficoltà. A un certo punto, il tag di configurazione di GA4 su GTM è stato automaticamente rimpiazzato dal nuovo Google Tag.

Questa transizione è stata completamente automatica, senza alcuna necessità di intervento da parte nostra. Nella maggior parte dei casi, posso confermare che tutto si è svolto senza intoppi.

La struttura del nuovo Google Tag è quella che possiamo vedere nello screenshot qui sotto:

La struttura del nuovo Google Tag.

Il nuovo Google Tag ci richiede innanzitutto di inserire il Tag ID della nostra destinazione.

Ricorda, in questo contesto, per “destinazione” si intende il prodotto Google che vuoi configurare (Google ADS o GA4).

Tornando pratici.
Quello che dovrai inserire in questo campo è l’ID di configurazione dello stream di GA4 oppure l’ID di conversione di Google ADS. In questo caso, combinando poi entrambi i tag, non dovresti avere problemi di copertura.

Ad oggi, nella maggior parte dei casi, io utilizzo ancora il Tag di Google per effettuare l’installazione dello Stream di GA4, dopo di che associo al Google Tag sia GA4 che Google ADS come destinazioni. Logicamente, il processo dovrebbe funzionare anche al contrario.

Nota: fai attenzione, perché collegare Google ADS ad Analytics e configurare il Google Tag in modo da combinare più destinazioni non è la stessa cosa. Se necessario, dovrai eseguire entrambe le operazioni e personalmente te lo consiglio.

Vantaggi del Google Tag

Ora che abbiamo capito che cos’è il  il nuovo Tag di Google e come impatta le nostre configurazioni, mi sembra arrivato il momento di esplorare a fondo quali sono gli effettivi vantaggi che il nuovo Tag si porta dietro.

Premesso che il discorso sulla copertura è molto utile ma solo in certi contesti, per la maggior parte dei business, in realtà, il nuovo Google Tag porta con sé alcune piccole chicche che probabilmente non stai ancora sfruttando a pieno.

Variabile di configurazione

Tra le novità del nuovo tag la più interessante è sicuramente quella dell’introduzione di due nuove variabili: la variabile evento e la variabile di configurazione.

Queste impattano soprattutto il setting di GA4, in quanto si tratta di due variabili che una volta configurate, ci consentono di portarci dietro i setting in tutti i tag di Google Analytics 4.

Cominciamo dalla variabile di configurazione. Per crearla è sufficiente fare click nell’apposito menù a tendina nelle configurazioni del tag.

Variabile di configurazione: per crearla è sufficiente fare click nell’apposito menù a tendina nelle configurazioni del tag.

Una volta creata, possiamo aggiungere alla variabile una serie di parametri di configurazione particolarmente interessanti.

Tra questi parametri possiamo ad esempio vedere:

  • allow_ad_personalization_signals.
  • campaign_content.
  • content_group.

La lista completa di tutti i parametri di configurazione è disponibile nella documentazione di Google in questa pagina.

A proposito, se vuoi una guida approfondita sui parametri di configurazione, fammelo sapere nei commenti a questo blog post che ci lavoriamo.

Variabile impostazioni evento

Oltre alla variabile di impostazione delle configurazioni è possibile creare anche una variabile di impostazione per i parametri evento. Quest’opzione è particolarmente interessante, perché ci consente di impostare i parametri una sola volta e questi verranno automaticamente riportati in tutti i tag evento di GA4.

Sembra una roba banale, ma in termini di velocità di esecuzione è davvero un game changer. Grazie a quest’impostazione potremo definire i parametri una sola volta per poi trovarceli automaticamente in tutti gli eventi.

La creazione e l’impostazione della variabile è semplicissima, come puoi vedere dall’immagine qui sotto.

Creazione e impostazione della variabile di impostazione per i parametri evento.

Inoltre, nel caso in cui avessimo la necessità di modificare il valore di alcuni parametri in eventi specifici, sarà possibile farlo direttamente dalle impostazioni del tag evento.

Modificare il valore di alcuni parametri in eventi specifici direttamente dalle impostazioni del tag evento.

Event Detection & misurazione avanzata

Un altro grande vantaggio dell’utilizzo del nuovo Google Tag è che tramite quest’ultimo è possibile definire quali eventi possono essere raccolti automaticamente dai vari tag. La lista di questi eventi è la stessa di quella presente in Google Analytics 4 per quanto riguarda gli eventi di misurazione avanzata raccolti automaticamente.

Il vantaggio è che tramite la configurazione del Tag di Google possiamo spegnere qualsiasi eventi di misurazione avanzata e quest’ultimo non verrà tracciato indipendentemente dalle impostazioni del singolo Stream di GA4.

Viceversa, se un evento di misurazione avanzata dovesse essere raccolto dal Google Tag ma non abilitato all’interno delle impostazioni dello stream, questo verrebbe raccolto per le destinazioni coinvolte, tranne che per quelle che lo hanno disattivato.

In questi casi, il mio consiglio è quello di disattivare gli eventi dal Google Tag solo nel caso in cui non vogliamo assolutamente che vengano raccolti per tutte le destinazioni. Per tutto il resto, andiamo ad agire sulle singole proprietà di Google Analytics.

Se hai ancora dubbi, ti consiglio di dare un occhio allo screenshot qui sotto, tratto da un post sul blog di Simo Ahava.

Event Detection & misurazione avanzata: post sul blog di Simo Ahava

Configurare le destinazioni del nuovo Google Tag

A questo punto dell’articolo, abbiamo già visto il Google Tag e i vantaggi che l’utilizzo di questo sistema di Tagging comporta. Bene, direi che è arrivato il momento di capire come configurare le varie destinazioni.

Per combinare più destinazioni in un unico Google Tag, possiamo passare sia da Google Analytics che da Google ADS. Ti mostrerò entrambi i passaggi, così che tu possa procedere senza troppi problemi.

Configurare le destinazioni da Google Analytics 4

Cominciamo da Google Analytics 4. Per configurare le destinazioni del Google Tag, dobbiamo recarci nelle impostazioni relative allo Stream di dati.

Qui, in fondo alle impostazioni, troviamo la sezione dedicata al Google Tag.

Configurare le destinazioni da Google Analytics 4.

Bene, da qui, possiamo configurare le destinazioni cliccando su: “Configura le impostazioni del tag”.

Configurare le impostazioni del tag.

Da questa interfaccia, Google ci mostra quali destinazioni sono collegate al nostro Google Tag.

Nota: naturalmente non hai bisogno di creare un Google Tag, dato che questo viene creato insieme allo stream o all’account di GADS.

Da qui, cliccando sullo schema, è possibile selezione le destinazioni da collegare al nostro Google Tag.

Cliccando sullo schema, è possibile selezione le destinazioni da collegare al nostro Google Tag.

Una volta fatto, queste destinazioni condivideranno le configurazioni e la copertura.

Tutto qui, il processo può dirsi concluso. Come ti accennavo, non si tratta di una cosa complicata, anzi. Serve giusto qualche minuto per configurare le varie destinazioni.

Conclusioni

Sono fermamente convito che il nuovo Google Tag sia solo un tassello del percorso di Google verso l’automazione e la semplificazione del suo sistema. L’obiettivo dell’azienda è chiaramente quello di rendere sempre più accessibile la parte di advertising agli inserzionisti.

Ecco perché sono sicuro che Google tornerà a lavorarci su ancora e ancora, al fine di rendere sempre più semplice l’ecosistema di tagging.

Detto ciò, quelle che ti ho presentato non sono tutte le novità del nuovo Tag, ma credo rappresentino le cose più impattati per tutti i professionisti e gli imprenditori che lavorano con il digital.

In particolare, le nuove variabili sono davvero utili per semplificare i processi di setting e ti consiglio di esplorarle per bene.

Con questo direi che è tutto. Ci vediamo con il prossimo post e ti ringrazio per essere arrivato fino alla fine.

Scritto da:
Enrico Chiolo

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