Facebook Ads: quando la Naming Convention ti salva la giornata

7 minuti   Facebook Ads

By Salvatore Namia

Facebook Ads: quando la Naming Convention ti salva la giornata

Di cosa parleremo oggi

Stabilire una Naming Convention da seguire quando si lavora con le Facebook Ads è uno di quegli aspetti che sicuramente può cambiare profondamente il tuo modo di lavorare.
Come anche avere una scrivania in ordine. Ti salva la giornata!

E se pensi che stia esagerando, prova a leggere quanto ho da raccontarti e forse ti ricrederai.
Intanto ti dico che utilizzare una corretta nomenclatura non ti aiuta solamente ad individuare con facilità le caratteristiche delle tue campagne, gruppi di inserzioni o inserzioni, c’è molto di più.

Oggi vedremo insieme come impostare correttamente una naming convention che ci aiuti a lavorare bene sui nostri account, ottimizzare il nostro tempo e come la naming convention ti salva le giornate.

Ps: quella in foto non è la mia scrivania ma potrebbe esserlo tranquillamente.

Perché utilizzare una naming convention nelle tue campagne Facebook Ads

Capire perché utilizzare una naming convention per le tue campagne Facebook Ads è fondamentale.

Pensa che, proprio qualche giorno fa, adottare una nomenclatura standard mi ha salvato da un errore che ho commesso.

Magari è successo anche a te e sicuramente potrai capirmi.

Il motivo te lo racconto tra un po’ ma già posso dirti che mi sono risparmiato 3-4 ore di lavoro a fronte di poche decine di minuti.

Guarda qui com’è finita!

Perché utilizzare una naming convention nelle tue campagne Facebook Ads

Edoardo è lo strategist del progetto sul quale stavo lavorando.

Ora sai perché questo articolo esiste.

Voglio raccontarti questo episodio per darti una percezione pratica di quanto sia importante adottare la giusta naming convention il prima possibile.

Molti potrebbero pensare che si tratti semplicemente di un esercizio di stile ma non è così.

Sicuramente chi vedrà il nostro Ads Manager, ad esempio i nostri clienti, percepirà una maggiore organizzazione e questo aumenterà la nostra autorevolezza, ma ti assicuro che non è questo l’obiettivo da perseguire.

Il punto è che quando lavoriamo con piccoli budget probabilmente non ne sentiamo la necessità (ho fatto quest’errore anch’io in passato) ma posso garantirti che è utile iniziare a farlo a tutti i livelli.

Adottare una Naming Convention ci permette:

  1. Di capire a colpo d’occhio le caratteristiche delle nostre campagne, gruppi d’inserzioni e inserzioni;
  2. Filtrare le campagne gli adset e le ads sulle quali vogliamo lavorare;
  3. Fare analisi più precise potendo aggregare i cluster che ci interessano.

Sul terzo punto le casistiche sono infinite ma proverò in questo articolo a darti qualche spunto avanzato anche su questo aspetto.

E, come ti dicevo, ho un aneddoto da raccontarti e dopo averlo letto sono sicuro che andrai subito a sistemare tutti i tuoi account o, per lo meno, inizierai a impostare una naming convention funzionale al tuo lavoro.

La naming convention “corretta”

Se segui Loop da un po’, probabilmente avrai già sentito parlare di naming convention.

Ad esempio, tempo fa, Lorenzo Tombari ha fatto un post sul gruppo Facebook Advanced che trattava proprio questo argomento.

Se te lo sei perso lo trovi qui.

Lorenzo Tombari: post sul gruppo Facebook Advanced

Per completezza riprenderò tutte le indicazioni di Lore e cercherò di mostrarti la vera utilità di un “tool” così potente come la naming convention.

Perché, come già ti ho detto, adottare questo sistema è stata la svolta per il mio lavoro di advertiser e quindi ho pensato anch’io di dire la mia sull’argomento e condividere la mia personale esperienza.

Detto questo, partiamo subito con lo spiegare come impostare una nomenclatura corretta per le tue campagne Facebook Ads.

Prima cosa: non esiste una nomenclatura “standard” che seguono tutti gli advertiser.

Ci sono advertiser che identificano le varie fasi del funnel con COLD, WARM, HOT altri TOFU, MOFU, BOFU.

Ma anche se non esistono degli standard è importante che noi ci creiamo uno standard.

Io, ad esempio, seguo quella spiegata da Lorenzo che poi adatto a seconda dei casi.

Mi capita anche di dover lavorare su account dei miei colleghi e questo mi permette di potermi muovere facilmente e capire subito tra decine di campagne cosa guardare e cosa fare.

Ad esempio l’account sul quale ho rimediato al mio errore lo gestisce il mio collega Simone.

Detto questo, vediamo nello specifico come formulare una naming convention che si rispetti e che sia efficace per il nostro lavoro.

Naming convention per le Campagne

La prima cosa da chiederci in generale, quindi sia a livello di campagna che per gli altri due asset che abbiamo a disposizione sul nostro account, è capire quali sono i vari cluster in cui possono rientrare.

Quindi possiamo inserire nella nomenclatura della campagna i seguenti indicatori:

  1. La fase del funnel che stiamo presidiando con quella campagna (TOFU, MOFU, BOFU).
  2. L’obiettivo e l’evento di conversione impostato a livello di adset (Purchase, Add to cart, engagement, traffic, ecc).
  3. Quale tipo di ottimizzazione del budget stiamo utilizzando (ABO o CBO).
  4. Strategia di offerta (Lowest cost, Cost cap, Bid Cap, Roas minimo).
  5. Tipo di campagna (Testing, Prospecting, Scaling, Remarketing, ecc).
  6. Tutto ciò che ti viene in mente e può esserti utile.

Per farti un esempio, una nomenclatura efficace per la tua campagna potrebbe essere simile a questa:

TOFU_CBO_PUR_LC_Testing:Broad-Age

Capirai che si tratta di una campagna di testing delle audience e nello specifico una campagna per individuare una o più fasce d’età performanti.

Se, metti caso, successivamente vorrai analizzare in aggregato tutte le tue campagne broad, potrai farlo facilmente filtrando le tue campagne con il termine “broad”.

Riesci a vederne il valore?

A mio parere, è l’unico modo per lavorare davvero in maniera professionale su Facebook.

Adesso passiamo ai gruppi di inserzione.

Naming convention per i Gruppi di inserzioni

Passando ai gruppi di inserzioni le informazioni che ci servono sono altre e quindi la naming convention prenderà un’altra forma:

  1. Data di lancio del gruppo di inserzioni.
  2. Tipo di audience (Interests, LAL, CA).
  3. Nome dell’interesse.
  4. Tipo di lookalike.
  5. Tipo di Custom Audience.
  6. L’audience che colpirai con quell’adset (Visitors30days, FBEng7days, Broad).
  7. Dati anagrafici (Female20-35, Male28-60, 18-65+).
  8. Posizionamenti (Stories, AutoPlacements, Feed).
  9. Finestra di conversione (7dc1dv, 1dc).
  10. Tutto ciò che ti viene in mente e può esserti utile.

Esempio di naming per un gruppo di inserzioni:

25.10_Broad_Female25-45_Conversion_AutoPlacement_7dc1dv

Questo è appunto un esempio ma nel tuo caso potrebbe essere leggermente diverso, potresti aver bisogno di informazioni aggiuntive o potresti ritenere che alcuni indicatori siano superflui.

Alcuni colleghi non usano la data, a me invece aiuta tantissimo.

Trova tu il tuo metodo ma cerca di seguire una nomenclatura che sia il più possibile esplicativa per te ma anche per chi potrebbe dover lavorare sulle tue campagne.

Semplice vero?
Ora passiamo velocemente alle inserzioni così posso raccontarti cos’ho combinato!

Naming convention per le Inserzioni

Con le inserzioni la logica è la stessa:

  1. Data di lancio della creative.
  2. Nome della creative.
  3. ID del post.
  4. Landing page (Home, ProductPage, semplicemente LP, devi capire cosa ha senso per te).
  5. Formato (single image, video, collection, ecc).
  6. Tutto ciò che ti viene in mente e può esserti utile.

Esempio di inserzione: 24.10_Post2837468736437_Culla_Video

L’ID l’ho digitato a caso ma capisci quanto può esserci utile adottare un metodo di lavoro del genere?

La naming convention ti aiuta a fare analisi avanzate

Sarebbe difficile darti un quadro generale di quello che è possibile fare adottando una naming convention.

Gli scenari sono infiniti e, sicuramente, moltissimi devo ancora esplorarli.

Per questa occasione ho scelto di parlare di un tipo di analisi che solitamente faccio e dell’errore che ti accennavo a inizio articolo.

Per quanto riguarda le analisi, quella che mi piace più di tutte è l’analisi delle creatività.

Ci troviamo a creare, duplicare e sponsorizzare tantissime inserzioni.

Le stesse inserzioni possono trovarsi in varie campagne e vari gruppi di inserzioni.

Ma un’inserzione che va bene da una parte non vuol dire che non possa andare bene da un’altra o che non possa essere riutilizzata.

Facciamo test continuamente però, ad un certo punto, è facile perdersi tra decine se non centinaia di inserzioni.

Per questo motivo, periodicamente, io mi faccio un report con i dati aggregati delle inserzioni.

Non è questo il tema dell’articolo però era interessante parlartene per spiegarti l’importanza della nomenclatura.

Solitamente prima lavoro sul Business Manager filtrandomi le campagne che mi interessano. Ad esempio?

Mi serve capire quali inserzioni hanno performato meglio in TOFU negli ultimi due mesi.

Scarico il report delle inserzioni su Excel e creo una tabella pivot per analizzare in maniera aggregata le performance.

Ricorda: un’inserzione che è andata bene su un’audience ha un’altissima probabilità di funzionare su tantissime altre audience.

Se vuoi qualche dritta in merito o non sai come creare una pivot puoi scrivermi nei commenti, sarò felice di aiutarti.

La naming convention ti salva le giornate

Eccoci arrivati alla fine dell’articolo, come ti dicevo voglio concluderlo raccontandoti un episodio che mi è successo qualche giorno fa.

Stavo lavorando su un account che gestisce Simone e dove il numero di campagne sembra infinito.

Siccome non è un mio account ma ci lavoro per dare supporto al mio collega, ho dimenticato che era cambiata l’impostazione, concordata con il cliente, dei parametri UTM.

Ovviamente noi facciamo sempre diversi check prima di andare online quindi abbiamo subito individuato l’errore.

Però dovevo risolvere il problema.

Simone mi aveva informato ma, tra le mille cose da fare, questo “particolare” l’avevo dimenticato.

Immagini già cos’è successo?

Guarda qui:

Facebook Ads: quando la Naming Convention ti salva la giornata

Ho lavorato qualche ora per creare tantissime inserzioni: crea, duplica, copia, incolla… so che mi capisci quindi puoi immaginare di cosa sto parlando.

Ecco!

Se non utilizzassimo una naming convention precisa, nel momento in cui avessi scoperto di aver sbagliato tutti gli UTM probabilmente avrei passato una giornata di lavoro “non molto allegra” e tu puoi capire cosa intendo.

E invece… la cosa non mi ha spaventato per niente.

Ho iniziato ad impostarmi i filtri, seguendo la naming convention e guarda un po’:

Filtrandomi tutte le inserzioni che avevano UTM uguali tra di loro, ho potuto modificarli facilmente senza dover perdere ore di lavoro.

Che bomba vero?

Filtrandomi tutte le inserzioni che avevano UTM uguali tra di loro, ho potuto modificarli facilmente senza dover perdere ore di lavoro.

Per la cronaca:

Facebook Ads: quando la Naming Convention ti salva la giornata

A questo punto che dire, io spero di averti trasmesso anche oggi un nuovo modo di vedere le cose o magari aver introdotto un argomento e un aspetto sul quale potersi confrontare.

Se hai domande o dubbi o anche tu vuoi dire la tua, ti aspetto nei commenti.

Scritto da:
Salvatore Namia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

© Copyright 2022 © LOOP Agency Loop srl, Piazzale Clodio 22, 00195 Roma (RM) - CF e P.IVA 10041740969 - loopsrl@pecditta.com - RM-1551855
Privacy Policy - Cookie Policy

Powered by MarchettiDesign