
Google Ads PMax: 12 step per aumentare vendite e ROAS eCommerce
Di cosa parleremo oggi
Scalare un eCommerce con Google Ads non è questione di fortuna: è un lavoro di metodo, disciplina e parecchie nottate davanti ai dati.
Negli ultimi anni mi è capitato di gestire qualche milioncino di budget l’anno tra eCommerce, settori e mercati diversi.
E dopo test, errori e (tante) revisioni, ho costruito la mia personale checklist per far funzionare davvero le campagne Performance Max.
Non è una teoria né la solita guida “universale”: è un elenco di 12 punti pratici, nati da test reali, errori costosi e risultati replicabili.
In Loop lavoriamo così: scaliamo campagne, seguendo un framework preciso fatto di test, analisi, ottimizzazione e nuovi test.
E questa checklist è il risultato concreto di quel processo.
Merchant Center: le fondamenta
Prima ancora di lanciare una campagna, controlla il Google Merchant Center.
Un feed con titoli tagliati, immagini di bassa qualità o categorie sbagliate ti farà perdere il 30% delle performance prima ancora che la PMax inizi a girare.
✔️ Aggiorna prezzi, disponibilità e custom label.
✔️ Usa gli attributi product_type e custom_label per segmentare categorie e margini.
Architettura dell’account
Ogni account deve avere una logica chiara di segmentazione. Dividi le campagne per aree di business, linee di prodotto o fasce di margine:
➡️ Se vendi moda, ha senso separare “scarpe” e “abbigliamento”.
➡️ Se lavori con prodotti stagionali, prepara asset group dedicati (es. “collezione invernale, estiva”).
Ogni asset group deve avere un ruolo chiaro. All’interno di ogni asset group:
- Scegli i prodotti giusti dal Merchant Center.
- Scrivi headline e descrizioni specifiche per quella categoria.
- Carica immagini e video coerenti con il tono del brand.
- Ricorda: PMax ricombina gli asset, ma parte da quello che gli dai tu.
Strategia di bidding: due fasi, non una
In PMax il bidding è un percorso, non un interruttore.
- Fase 1 (data collection): inizia con Massimizza conversioni o Massimizza valore di conversione.
- Fase 2 (ottimizzazione): quando hai almeno 30-50 conversioni affidabili → passa a tROAS o tCPA.
💡 Tieni presente che cambiare strategia troppo presto “resetta” parte dell’apprendimento dell’algoritmo.
Target geografico: precisione chirurgica
Imposta il targeting su “Presenza” e non “Interesse”.
Vuoi mostrare gli annunci solo a chi si trova realmente nelle aree in cui vendi o consegni?
Controlla regolarmente i rapporti per area: se hai molti clic da paesi non serviti, stai buttando budget.
Rendimento dei canali: ottimizza la spesa
Per capire dove stai spendendo davvero, puoi usare lo script di Mike Rhodes, che estrae e aggrega i dati interni di canale (Search, Display, YouTube, Discovery, Gmail, ecc.) oppure usa lo strumento in “Approfondimenti e report” chiamato “Rendimento del canale”.
Entrambi gli strumenti ti permettono di individuare:
- Quali canali stanno assorbendo la maggior parte del budget.
- Dove stai ottenendo ROAS positivi.
- E dove l’algoritmo sta sprecando money.
Analizzando e interpretando puoi:
- Ridistribuire budget verso campagne native più performanti (es. se vedo un buon Roas come nello screenshot sotto, potrei ridistribuire budget su campagna Search specifica).
- Ottimizzare gli asset creativi nei canali più visual, se le performance sono buone (es. se vedo che il canale Youtube ha ottimi dati, potrei aumentare l’effort nella produzione creativa).
In sintesi: analizzare la spesa per canale è l’unico modo per gestire non solo la PMax, ma l’intera struttura con maggiore consapevolezza.
Audience Signals e Search Themes: istruzioni per l’algoritmo
Gli Audience Signals non sono un targeting rigido, ma un input di partenza per l’AI.
Usa i tuoi dati di prima parte:
- Liste clienti.
- Acquirenti.
- Visitatori del sito.
- Carrelli abbandonati.
Aggiungi fino a 25 Search Themes con keyword che sai essere ad alto rendimento.
Questo aiuta la PMax a capire “dove” iniziare a cercare le conversioni.
Budget: lascia respirare l’algoritmo
La Performance Max ha bisogno di volume per imparare. Parti da un budget che possa generare almeno 3–5 conversioni al giorno.
Se non raggiungi questo livello, il sistema non accumula dati e non riuscirà a ottimizzare.
💡 Evita di cambiare budget ogni due giorni: crea instabilità. Meglio micro-aggiustamenti settimanali.
Controllo delle placement: filtra il rumore
Utilizza la funzione Content Suitability per gestire dove appaiono i tuoi annunci.
Escludi le categorie di contenuti poco rilevanti o dannose per il brand (es. contenuti sensibili, gaming, ecc.).
Non è controllo totale, ma riduce il rischio di traffico “sporco” da YouTube e Display.
💡 Installa uno script Premium (es. Rhodes da cui riesci almeno a visualizzare il posizionamento e le impression generate) per scoprire dove compaiono i tuoi annunci.
Campagne separate per brand e prospecting
Un classico: mischiare traffico branded e non-branded. Risultato? ROAS che si gonfia come una mongolfiera e zero crescita reale.
➡️ Crea campagne brand per chi ti conosce già.
➡️ Crea campagne prospecting per acquisire nuovi clienti (escludi elenchi di brand e brand query).
Solo così puoi misurare performance e scalabilità in modo onesto.
URL Expansion: utile ma da monitorare
La funzione URL Expansion permette a PMax di portare traffico anche a pagine non inserite negli asset.
Può aiutare a scoprire nuove opportunità, ma anche generare traffico dispersivo.
Controlla nei report dove stanno atterrando gli utenti e disattiva URL indesiderati.
Ottimizzazioni ricorrenti
La PMax non è una campagna “set and forget”. Ogni settimana verifica:
- Feed e dati di prodotto (errori o sospensioni in GMC).
- Termini di ricerca e negative keyword.
- Performance delle creative (CTR e conversion rate per asset group anche attraverso script come quello di Rhodes).
- Segmenti di pubblico che stanno convertendo meglio.
⚙️ L’ottimizzazione costante è l’unico modo per mantenere ROAS stabili nel tempo.
Analisi e valutazione delle performance
Guarda oltre i numeri facili. Non fermarti al ROAS superficiale, ma analizza:
- Customer Acquisition vs Returning Customers.
- Valore medio ordine (AOV).
- Incremental revenue dell’account.
👉 Con la PMax il successo non è “avere più vendite”, ma più vendite profittevoli e scalabili.
Considerazioni finali
La Performance Max è diventata la campagna più potente di Google Ads, ma anche la più fraintesa. Chi la tratta come una scorciatoia finisce deluso; chi la vede come una macchina da addestrare ne raccoglie i frutti.
Il vero lavoro oggi non è “lanciare una campagna”, ma impostare un sistema che impara, migliora e scala nel tempo.
Hai già una PMax attiva ma non sta performando come vorresti?
Forse non è la strategia a mancare, ma la checklist.
Rivedila punto per punto, correggi il tiro e lascia che i dati parlino.








Ciao, post interessantissimo.
Volevo chiederti se la precisione chirurgica del Target Geografico ha senso anche nelle campagne Search.
Grazie mille, ciao
Ciao Matteo e grazie per aver letto l’articolo!
Certo, ha ha senso su tutte le campagne, poiché permette di targetizzare solo utenti all’interno della località target e non anche chi ha mostrato interesse per essa.
Un saluto